Berlusconi e l’audio choc del magistrato, la Cassazione: “Nessun verdetto pilotato”

Infiamma la polemica sulla registrazione delle parole di un magistrato relative al Processo Mediaset. Forza Italia: "Chiediamo una commissione d'inchiesta". Renzi: "Fare chiarezza"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 4:42

E’ un vero e proprio polverone quello sollevato dall’audio choc di un magistrato italiano, relativo alla sentenza del 2013 che confermò in via definitiva il reato di frode fiscale per Silvio Berlusconi. Una vicenda che nelle ultime ore ha infiammato la polemica nella classe politica italiana e che rischia di lasciare pesanti strascichi nel quadro post-Covid. La registrazione ambientale, diffusa da “Il Riformista”, attribuirebbe al giudice Amedeo Franco alcune parole relative al processo a carico dell’ex premier, parlando del processo Mediaset (con condanna passata in giudicato il 30 luglio 2013) come di “un plotone d’esecuzione”. Affermazioni gravi, che di fatto si inseriscono nel filone polemico sulla magistratura italiana che, negli ultimi mesi, ha continuato a chiederne una riforma.

L’audio

“In effetti hanno fatto una porcheria – si distingue ancora nella registrazione – perché che senso ha mandarla alla sezione feriale? Voglio dirlo per sgravarmi la coscienza, perché mi porto questo peso del… ci continuo a pensare. Non mi libero… Io gli stavo dicendo che la sentenza faceva schifo”. Parole che, in qualche modo, sosterrebbero che la sentenza di sette anni fa fosse, per il magistrato, ingiusta. La Cassazione ha fatto sapere che da gli audio “non risulta che il consigliere Franco abbia manifestato un dissenso” e che quello a carico di Berlusconi “non fu un verdetto pilotato”, spiegando che dalle parole si evince che il processo si è svolto “nel pieno rispetto del giudice naturale precostituito per legge” e il fascicolo venne assegnato a un collegio “già costituito in data anteriore all’arrivo” degli atti in Cassazione. Sulla vicenda è intervenuto anche il legale Franco Coppi, difensore di Berlusconi nel processo: “Franco è sempre stato considerato come un giudice preparato e un galantuomo. E’ evidente che si sia trovato in minoranza in camera di consiglio, una camera di consiglio dove, a sentire lo stesso relatore, non ci fu neanche discussione. Non va sottovalutato che in calce a quella decisione c’era la firma di tutti i giudici”.

La richiesta di Forza Italia

Impressioni sufficienti, però, a scatenare le rimostranze di Forza Italia, che ha già chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta: “Chiediamo – ha affermato il vicepresidente del partito Antonio Tajani – che ci sia una commissione parlamentare di inchiesta per accertare tutte le disfunzioni del sistema giudiziario nel nostro paese, compresa la vicenda che ha portato alla condanna di Berlusconi. Vorremmo sapere chi è che ha pilotato questa sentenza. Una sentenza che ha provocato danni enormi al paese e alla democrazia, ha condannato di fatto un innocente. Vorremmo capire cosa e’ accaduto veramente e chi sono i responsabili, che hanno provocato un danno enorme a Berlusconi, che è stato ingiustamente estromesso dal Senato, e a FI, che ha perso consenso. E’ stato un vero e proprio colpo di Stato giudiziario”.

Berlusconi, sostegno dal Centrodestra

Sulla vicenda è intervenuta anche la capogruppo forzista in Senato, Annamaria Bernini: “Berlusconi dovrebbe essere subito nominato senatore a vita, e non basterebbe come risarcimento. Berlusconi è un gigante, sarebbe una parte di riabilitazione che gli è dovuta”. Solidarietà trasversale anche dagli altri schieramenti di Centrodesetra: “Quello che è stato documentato da ‘Quarta Repubblica’ sulla sentenza di condanna di Silvio Berlusconi – ha detto il leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni – è l’ennesima prova che in Italia esiste un pezzo di magistratura che fa politica e attacca avversari politici, invece di cercare la giustizia e dare risposte ai cittadini. Fa rabbrividire l’idea che la legge non sia uguale per tutti e che ci siano giudici che utilizzino il loro potere per colpire qualcuno. E’ un affronto a tutti quei servitori dello Stato che ogni giorno fanno il loro lavoro e sono in trincea per difendere i diritti degli italiani. Perché senza giustizia non c’è libertà”. Per il segretario della Lega Matteo Salvini, “spunta un altro audio di un magistrato che ammette l’uso politico della Giustizia: solidarietà a Silvio Berlusconi per il processo farsa di cui e’ stato vittima. E’ l’ennesimo episodio che ci ricorda la necessità di una riforma profonda”.

Renzi: “Fare chiarezza”

Una richiesta di chiarimento arriva anche da altre forze politiche, in primis Italia Viva: “Non so quanto ci sia di vero in ciò che è uscito a ‘Quarta Repubblica’ – ha detto Matteo Renzi -: un magistrato della Cassazione che ha firmato quella sentenza espone dubbi molto forti sulla fondatezza giuridica di quella decisione. Non so dove sia la verità ma so che un Paese serio su una vicenda del genere – legata a un ex Presidente del Consiglio – non può far finta di nulla. Non ho mai appoggiato i Governi Berlusconi e Berlusconi non ha mai votato la fiducia al Governo Renzi (a differenza di altri governi anche di centrosinistra): quindi, per me Berlusconi è un avversario politico. Ma, proprio per questo, è doveroso fare chiarezza su ciò che esce dagli audio di quella trasmissione e nessuno può permettersi il lusso di far finta di niente”.

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