Don Buonaiuto: “Stato difenda donne, non i clienti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:53

Mi chiedo quando le istituzioni decideranno di difendere le donne e non i clienti“. Così il direttore editoriale di In Terris, don Aldo Buonaiuto, a “Storie Italiane”, format di Rai uno condotto da Eleonora Daniele, commentando l'omicidio di una prostituta nigeriana a Modena.   

Schiave

“Conosciamo molto bene zone come La Bruciata, dove con la Comunità Papa Giovanni XXIII ci siamo recati in tante notti per strappare queste ragazze al racket – ha proseguito il sacerdote – parliamo di donne invisibili, rese schiave, picchiate, seviziate, abusate. Troppo sono state uccise in questi decenni, senza dimenticare i danni psicologici che le fanno morire dentro”. Per don Buonaiuto “dobbiamo colpire la domanda. Perché se continuiamo a pensare che il cliente abbia il diritto di acquistare il corpo di una donna faremo un favore agli schiavisti, i quali si fanno beffe dello Stato”. A proposito dei casi di prostituzione minorile a Castel Volturno (Caserta), don Buonaiuto ha commentato amaro: “Nonostante i blitz delle forze dell'ordine e le inchieste giornalistiche non si sta facendo nulla. Le istituzioni dovrebbero dare una risposta anche ai tanti bravi cittadini di Castel Volturno. Invece niente. Viene, francamente, da pensar male…”. 

Minori a rischio

In apertura la trasmissione aveva trattato i recenti casi di relazioni sessuali fra minorenni e donne mature. “Colpisce l'inquietante mentalità di certi adulti che commentano queste vicende dicendo: 'Si sono innamorati' – ha detto don Buonaiuto -. Cosa vuol dire? Parliamo di ragazzini che avrebbero tutto il diritto di svolgere una vita serena, conforme alla loro età”.  

Diritti negati

“Noi adulti stiamo negando ai giovani questo diritto – ha proseguito il sacerdote – penso, ad esempio, al web, strumento utilissimo ma privo di qualsiasi forma di controllo che impedisca ai minori di accedere a contenuti vergognosi. In passato i ragazzi venivano accompagnati e tutelati. Oggi, a fronte di una generale condizione di maggiore fragilità e vulnerabilità, tutto ciò non avviene. Anche le agenzie educative hanno fallito”. 

 

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