Conte II al lavoro, primi nodi sulle infrastrutture

ULTIMO AGGIORNAMENTO 4:43

C'è subito il nodo Tav sul tavolo del Consiglio dei ministri e, per inciso, del nuovo governo a guida Conte. Lo stesso che contribuì a far vacillare e poi cadere il vecchio ma che, vista l'importanza, sicuramente rientrerà fra i temi del discorso programmatico in preparazione a Palazzo Chigi da parte del premier, che lo pronuncerà in occasione del voto di fiducia alla Camera e al Senato. E la questione dell'alta velocità Torino-Lione è finita anche nell'ordine del giorno di ieri, nell'ambito della discussione su un progetto che, secondo il neo-ministro alle Infrastrutture, Paola De Micheli, “da adesso in avanti deve procedere il più rapidamente possibile“. Allo stesso tempo, però, una questione destinata a far discutere e, probabilmente, anche a far litigare. Anzi, molto probabilmente, e non solo in termini strettamente attinenti al nodo Tav ma a quello più ampio delle infrastrutture in genere.

Scontro sulla revoca

Il primo attrito, nel giorno in cui De Micheli si dice contraria alla mini-Gronda di Genova “perchè significherebbe perdere almeno altri sei anni attorno ad un progetto pronto”, si sviluppa proprio attorno alla questione Morandi: il ministro, in un'intervista a La Stampa, ha fatto capire che la revoca ad Autostrade potrebbe non concretizzarsi, mentre invece i Cinque stelle continuano a considerarla un requisito indispensabile per andare tutti d'accordo. “Nel programma di governo – ha detto il ministro – c'è scritta una parola precisa e molto diversa: revisione. Dobbiamo rafforzare gli investimenti, la sicurezza e ridurre i costi per gli utenti”. Dichiarazioni che hanno suscitato l'ira dei pentastellati a nemmeno una giornata intera dal giuramento del governo: “La De Micheli – ha commentato il senatore Michele Giarrusso, ripreso da Affaritialiani – deve ricordarsi che rappresenta un gruppo che è meno della metà del Movimento 5 Stelle. Se intende differenziare la propria posizione da quella del M5S può benissimo farlo accomodandosi fuori dal governo e andando all’opposizione immediatamente senza tergiversare”.

A proposito di Cinque stelle, alla Farnesina si sarebbe tenuto il primo briefing tra ministri pentastellati, in quello che ora è il dicastero di Luigi Di Maio. Una riunione-lampo, organizzata pare per mettere insieme le carte e tracciare una linea guida tra i provvedimenti da sostenere nei giorni che verranno e quelli che, a causa della caduta del precedente governo, sono rimasti in soffitta.

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