Nuova ordinanza anti prostituzione a Perugia: multe fino a 450 euro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:25

E’ entrata in vigore oggi a Perugia la nuova ordinanza anti prostituzione firmata dal sindaco Andrea Romizi (di Forza Italia). “Al fine di contrastare il degrado urbano legato alla visibilità raggiunta dalla prostituzione su strada ed il danno all’immagine della città – ha spiegato l’assessore Luca Merli in una nota – nonché tutelare la pubblica decenza, evitare disagi per le persone residenti nelle menzionate vie ed evitare contatti interpersonali a garanzia ulteriore del distanziamento sociale stabilito con normative nazionali anti Covid 19, l’amministrazione comunale ha ritenuto necessario emanare la suddetta ordinanza. Soddisfazione infine per la ripresa dei controlli”.

La norma

L’ordinanza colpisce sia i clienti, sia chi si prostituisce in strada. I controlli vengono da oggi effettuati in alcune delle aree dove la presenza di ragazze obbligate a prostituirsi – per lo più di nazionalità nigeriana, ma anche rumena, moldava e dell’Est Europa – è più evidente. Nello specifico, nel periodo dal 13 giugno al 31 ottobre, entra in vigore nelle aree di strada/via Settevalli, via Corcianese, via Canali, via Campo di Marte, via del Macello, via Nuvolari, via Conti, via Trasimeno Ovest (compresa la strada che permette l’accesso al raccordo Perugia-Bettolle direzione Perugia), via Penna, via Cestellini, via della Scuola, S.S. 728 del Pantano e Strada Colle Umberto Ponte Nese.

L’ordinanza anti-prostituzione

L’ordinanza fa divieto di intrattenersi con soggetti dediti al meretricio, che mettano in atto contemporaneamente o in alternativa anche comportamenti quali il permanere a lungo nelle strade sopra citate al fine di prostituirsi, assumere atteggiamenti finalizzati a offrire prestazioni sessuali, indossare abiti atti all’intenzione di adescare o che offendano il pubblico pudore. La violazione si concretizza anche consentendo la salita a bordo di un veicolo di uno o più soggetti come sopra identificati o con la semplice sosta al fine di contrattare la prestazione sessuale. Fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali ed amministrative previste, la violazione alla suddetta ordinanza comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di 450 euro.

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