Ue, parla Gentiloni: “Flessibilità per aiutare gli investimenti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:53

Piorno di audizione al Parlamento europeo per Paolo Gentiloni, ex premier e designato commissario agli Affari economici dell'Ue che verrà, a guida Von der Leyen. Fa il punto su metodi e obiettivi, tocca temi importanti e ribadisce la linea condivisa con il resto della squadra designata dal successore di Juncker al fine di assicurare un'Unione stabile e coesa. Ma chiarisce subito anche quella che sarà la posizione nei confronti del suo Paese, che guidò da presidente del Consiglio e che ora avrà il compito di esaminare sul piano economico, dettaglio non trascurabile in vista della Manovra 2020: “Lo tratterò come gli altri Stati membri visto che non rappresento un governo” e “darò esattamente la stessa attenzione, attitudine al dialogo e serietà verso le regole che darò a tutti gli altri 27″. Un avviso ai naviganti che, per forza di cose, dovranno tornare a confrontarsi con Bruxelles sul bilancio, cercando di non replicare i toni di un anno fa tra il governo gialloverde e il duo dirigenziale dell'ufficio che avrà Gentiloni, Pierre Moscovici e il suo vice Vladis Dombrovskis.

Patto di stabilità

Ma l'Italia è solo uno dei 27. Prioritaria, per il designato commissario, la strategia che verrà adottata “nell'applicare le nostre regole”: ci si concentrerà “sulla riduzione del debito pubblico come qualcuno a cui sta profondamente a cuore l'impatto potenzialmente destabilizzante del debito alto quando l'economia va male”. E ci si occuperà “di un uso adeguato dello spazio di bilancio per far fronte al rischio di rallentamento delle nostre economie”. In sostanza, un avviso sia a chi fa i conti (letteralmente) con debiti elevati, sia per chi è chiamato a fare da traino per il modello economico europeo. Anche per questo, ha spiegato Gentiloni, “supervisionerò l'applicazione del Patto di Stabilità e crescita per assicurare la sostenibilità dei conti, farò uso delle flessibilità quando necessarie, per ottenere una fiscal stance appropriata e consentire alle politiche di bilancio di giocare un ruolo di stabilizzazione e promuovere gli investimenti”.

Le nuove sfide

Sul tema del Patto di stabilità, l'ex premier italiano ha chiarito che “non è perfetto” e che userà “l'opportunità che ci dà la revisione del six e two pack per riflettere sul futuro, basandomi sull'evidenza del passato e prendendo in considerazione il contributo del Fiscal Board”. E sull'eredità della crisi incalza: “Negli anni che abbiamo alle spalle, nonostante il superamento della crisi economica e il ritorno della crescita, le sfide non sono certo mancate. E sono ancora aperte davanti a noi, con diversa intensità da Paese a Paese. Ma ovunque si manifesta la contraddizione tra la crescita economica e la sua insufficiente sostenibilità sociale e ambientale. I cittadini europei pretendono risposte”. Da qui, quella che sarà, ha detto, uno dei suoi obiettivi principali: “Realizzare lo schema europeo di assicurazione contro la disoccupazione“.

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