Stabilità, Padoan: “Dall’Unione europea mi aspetto semaforo verde”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:06

Fiducia nella manovra italiana: il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, si aspetta “luce verde” dalla Commissione Ue rispetto alla legge di stabilità del governo Renzi. “Mi aspetto che capisca e apprezzi la filosofia complessiva della politica economica, basata su un consolidamento pro-crescita”, ha detto il titolare del ministero di via XX settembre al Financial Times. Padoan ha anche aggiunto che il governo è “molto determinato” ad avere una nuova legge per l’inizio del 2015.

Padoan, nell’intervista al celebre quotidiano americano, si è soffermato sui progressi fatti verso i target e le riforme, da parte dell’Italia. “Certamente – ha specificato il ministro – raccomanderei di cercare di fare tutti il possibile per accelerare la velocità verso il 2%”, rispondendo a una domanda su che cosa dovrebbe fare la Banca centrale europea, riferendosi all’obiettivo d’inflazione: “Di solito, se ci sono proteste contro una riforma significa che la riforma avrà impatto, altrimenti non ci sarebbero proteste”.

L’Unione europea, secondo il ministro, utilizza una metodologia “incerta” per misurare il differenziale fra crescita effettiva e potenziale, che per l’Italia è al 3,5%. Con i numeri dell’Ocse (5,1%), ha sottolineato Padoan, “l’Italia sarebbe in surplus strutturale”: un dato, “su cui non si scherza, perché tocca le vite dei cittadini”. L’Europa, con questo atteggiamento, sta correndo un grosso rischio, quello di “rallentare di nuovo”: questo, secondo il ministro, vale anche per la Germania, che “sta cominciando a capire che di non essere immune al possibile impatto negativo di una nuova frenata”.

La risposta dell’Unione europea a Padoan è arrivata poco dopo la pubblicazione dell’intervista: “La metodologia per calcolare l’output gap è stata concordata da tutti gli stati membri”, ha spiegato il portavoce Margaritis Schinas durante il briefing della Commissione a Bruxelles. “Al momento c’è un gruppo di lavoro che continua a valutare questa metodologia- ha concluso Schinas – ma la Commissione non è al corrente di progetti concreti per rivederla a breve termine”.

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