Si dimette il presidente Walter Ricciardi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:48

Walter Ricciardi si è dimesso dalla presidenza dell'Istituto superiore di sanità (Iss). L'annuncio stamattina al consiglio d'amministrazione. Giorni fa ha inviato alla ministra della Salute, Giulia Grillo, la lettera nella quale comunicava le sue decisioni. La ministra ha accettato le dimissioni di Ricciardi affermando che ora parte la fase commissariale, “per assicurare l'ordinaria amministrazione”. Un bando pubblico di nomina potrebbe essere il futuro scenario per la guida dell'Iss. Stessa procedura seguita per l'Agenzia italiana del farmaco.

“Negli ultimi quattro anni e mezzo mi sono impegnato profondamente per il risanamento e il rilancio dell'Iss – dichiara Ricciardi – e oggi lascio un ente di ricerca solido dal punto di vista economico-finanziario, riorganizzato dal punto di vista gestionale, attivo e stimato sia a livello nazionale che internazionale per la qualità e quantità delle sue prestazioni, dove è stato creato un museo che rappresenta anche un luogo di memoria e di diffusione della cultura scientifica”. L'ormai ex presidente dell'Iss dichiara di tornare “alle attività di ricerca, d'insegnamento e professionali con le quali penso di poter contribuire in modo produttivo allo sviluppo scientifico, economico e sociale del Paese. Ringrazio il ministro Giulia Grillo per la fiducia che mi ha espresso perché io continui a rappresentare l'Italia nell'Executive Board dell'Oms”.

C'è chi insinua che Ricciardi possa essersi dimesso per contrasti con l'attuale Esecuvito. A tal proposito giunge la smentita di Giulia Grillo, intervenuta alla trasmissione 'Un giorno da pecora' su Radio Rai 1: “Da quello che so e da quello che mi è stato detto durante il nostro colloquio, Walter Ricciardi non si è dimesso per polemiche con il Governo, ma per tornare alle sue attività. Anche nella lettera di dimissioni è indicato questo. Poi lui ha manifestato un legittimo disaccordo con alcune posizioni del governo, ma questo non ha nulla a che fare con il suo ruolo, che di certo non fa politica, ma altro”.

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