Regionali, l'Umbria ha scelto: è Centrodestra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:00

E'una netta vittoria Donatella Tesei, candidata della coalizione di Centrodestra che strappa anche la Regione (dopo le città di Perugia e Terni) all'egemonia della Sinistra. Resta da capire di quanto il successo sul principale rivale, Vincenzo Bianconi (coalizione giallorossa), sia marcato: il primo exit-poll, con dati di Consorzio Opinio per la Rai, parlava di una Tesei fra il 56,5% e il 60,5%, ovvero un consenso netto per il Cdx e una sconfitta netta per la maggioranza governativa. Ora la percentuale si attesta sul 57%, con la Lega che incassa oltre il 37% delle preferenze e Fratelli d'Italia (10,3%) che effettua il sorpasso su Forza Italia (6%). Male sia il Pd (21,3%) che il M5s (8,4%).

La giornata

Un risultato lo hanno di per sé ottenuto le elezioni regionali in Umbria: portare la gente alle urne. Addirittura un +12% rispetto al 2015, con il 52,3% degli aventi diritto che alle 19 avevano già votato. Una tendenza in crescia che era emersa già a mezzogiorno quando, secondo il Ministero dell'Interno, alle urne si erano recati il 19,55% degli elettori, circa il 4% in più rispetto a quattro anni fa. Settecentomila elettori, una regione. Forse decisiva non tanto per la tenuta del governo ma per capire se, effettivamente, la scelta di non andare alle urne per terminare la legislatura con una nuova maggioranza sia stata quella giusta sul piano elettorale. Ai cittadini umbri spettava il compito di dare agli analisti (e anche all'esecutivo) le prime risposte sul trend della politica italiana, con una risposta era già praticamente certa: il futuro presidente della Regione non sarebbe stato un esponente del Partito democratico, che non presentava candidati propri e, quindi, non darà continuità alla governance della dimissionaria Catiuscia Marini. Perlomeno non in senso stretto, visto che il candidato Vincenzo Bianconi riceveva l'appoggio sia dei dem che dei pentastellati (che quindi correvano insieme), oltre che di Europa verde e Sinistra civica Verde. Con lui, la sfida ear fra Emiliano Camuzzi (Potere al popolo e Pci); Martina Carletti (Riconquistare l’Italia); Giuseppe Cirillo (Buone maniere); Antonio Pappalardo (Gilet arancioni); Claudio Ricci (Ricci presidente, Italia civica Ricci e Proposta Umbria con Ricci); Rossano Rubicondi (Partito comunista); Donatella Tesei, candidata con l'appoggio di Lega Salvini Umbria, Giorgia Meloni per Tesei, Umbria civica Tesei presidente e Forza Italia Berlusconi per Tesei. L'aria era quella della sfida a due (Bianconi-Tesei) ma qualche chance se la riservavano anche i candidati di liste civiche. Sono 1005 in tutto i seggi, 710 in provincia di Perugia e 295 in quella di Terni.

La sfida

Urne aperte alle 7, chiusura alle 23 e spoglio immediato, che consentiva di capire quasi subito l'andazzo per quella che sarà la futura amministrazione regionale. Un banco di prova anche in vista delle future elezioni regionali, in primis quelle in Emilia-Romagna, soprattutto per la mediaticità che le ha accompagnate e per l'impegno in prima persona dei leader (di maggioranza e non), premier compreso, per cercare di incassare la fiducia dell'elettorato per questa nuova esperienza di governo: “Questa in Umbria è la prima tappa di un percorso che deve durare nel tempo – ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini -. Dopo l'Umbria, ci saranno Calabria, Emilia-Romagna e poi, sempre nel 2020, Toscana, Liguria e Campania”. Appello agli italiani per far durare il nuovo esecutivo, o quantomeno la sua idea di fondo. Ma c'è anche un'opposizione che preme e che, Lega davanti a tutti, intende trarre dalle elezioni umbre i maggiori riscontri possibili. A questo step elettorale ha dimostrato di tenerci anche Matteo Salvini che, dall'esito delle urne, avrebbe avuto in mano la prima vera analisi del dopo-crisi.

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