Negozi chiusi la domenica: l'ira di opposizioni e grande distribuzione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:52

Da qualche tempo c'è un'altra grana con cui deve confrontarsi il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio: quella della chiusura domenicale dei negozi. Come annunciato dal leader del M5s alla Fiera del Levante, il governo sarebbe intenzionato ad andare avanti con il giro di vite sul Salva Italia di Monti. Intento che trova però la critica non solo dei partiti di opposizione, ma anche della grande distribuzione organizzata.

Il “no” della grande distribuzione

A rischio, con una maggiore richiesta di disciplina degli orari di apertura e chiusura dei negozi, ci sarebbero 40-50mila lavoratori, avverte l'amministratore delegato e direttore generale di Conad, Francesco Pugliese. “La grande distribuzione occupa 450 mila dipendenti – sottolinea Pugliese -. Le domeniche incidono per il 10% e quindi sicuramente avremo circa 40-50mila tagli. Ora quei 400 mila saranno felici di non lavorare, i 50 mila non so se lo saranno”. Rilancia l'allarme occupazione il presidente di Federdistribuzione, l'associazione che riunisce le aziende della distribuzione, Claudio Gradara: un provvedimento di cui “non vediamo la necessità e l'opportunità” e di cui “non si capisce la tempestività”. Gradara evidenzia poi che mettere limitazioni ai negozi, mentre l'e-commerce va a gonfie vele sette giorni su sette, sarebbe “un handicap per l'intero settore”.

Renzi: “Così fanno licenziare i ragazzi”

Coro di critiche anche da parte dei partiti di opposizione, con Forza Italia e Pd uniti anche in questo caso. Da Facebook interviene sul tema Matteo Renzi, che scrive: “Obbligare tutti alla chiusura domenicale, come vuole Di Maio, è assurdo: significa semplicemente far licenziare tanti ragazzi”. Secondo l'ex presidente del Consiglio, “sostenere che le famiglie si separino (Di Maio ha detto che le liberalizzazioni stanno 'distruggendo le famiglie italiane', ndr) perché si lavora anche di domenica significa vivere su Marte“. Il parere di Renzi è che l'effetto di questo provvedimento sarebbe far perdere posti di lavoro ai giovani, perciò definisce il vicepremier il “ministro della disoccupazione”. Sulla stessa lunghezza d'onda Andrea Mazziotti, deputato di +Europa, che chiede però ai Dem un gesto di coerenza: “Pienamente d'accordo Matteo Renzi ma il Pd inizi a ritirare la proposta presentata in commissione alla Camera, che impone anche quella dei giorni di chiusura. Meno di quelle di Lega e M5S. Ma sempre troppi”.

Toti: “Proposta discriminatoria”

Dal canto suo Giovanni Toti, governatore della Liguria, si chiede: “Perché poliziotti, carabinieri, infermieri e medici, giornalisti, guardie giurate, operatori ecologici, chi lavora nei cinema, in albergo, in un ristorante può fare turni festivi e chi lavora in un negozio e in un supermarket no? È una discriminazione doppia“. E ancora: “Non solo i lavoratori hanno diritti diversi, ma chi ha libera solo la domenica non potrà più neppure andare a fare la spesa con la famiglia, e le località turistiche? In un Paese dove il tasso di disoccupazione è ben sopra la media europea – insiste Toti – è normale pensare di perdere tutti questi posti di lavoro? Mentre nel mondo ormai i negozi stanno aperti giorno e notte, da noi si chiudono“.

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