L'Italia contro il Ceta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:55

Il neo-ministro all’Agricoltura Gian Marco Centinaio spiega che l’Italia non ratificherà il trattato di libero scambio con il Canada (Ceta) “perché tutela solo una piccola parte dei nostri prodotti Dop e Igp”. Ed ha aggiunto, in un'intervista a La Stampa: “Chiederemo al parlamento di non ratificare quel trattato e gli altri simili al Ceta, del resto è tutto previsto nel contratto di governo”.

Plauso di Coldiretti

Soddisfatta Coldiretti, che definisce quella annunciata da Centinaio “una scelta giusta di fronte ad un accordo sbagliato e pericoloso per l’Italia contro il quale si è sollevata una vera rivolta popolare che ci ha visti protagonisti su tutto il territorio nazionale dove hanno già espresso contrarietà 15 regioni, 18 province, 2500 comuni e 90 Consorzi di tutela delle produzioni a denominazioni di origine”. E’ quanto afferma il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo. Del resto, ricorda Coldiretti, di 292 denominazioni italiane riconosciute, 250 non godono di alcuna tutela nel trattato.

Cos'è il Ceta

Il Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement) è il trattato di libero scambio negoziato tra Canada e Unione Europea. E' entrato in vigore il 21 settembre 2017 ma deve ancora essere ratificato dai Paesi membri. Secondo Coldiretti l'accordo “legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele, ma sarà anche liberamente prodotto e commercializzato dal Canada il Parmigiano Reggiano con la traduzione di Parmesan”.

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