Repressione a Hong Kong, la Polizia spara

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:47

Finora si era parlato di violenza da parte della Polizia sui manifestanti di Hong Kong, con ripetuti appelli alle Nazioni Unite per denunciare presunti atti di repressione dura nel corso dei vari cortei di protesta. E' nel giorno in cui la Cina celebra il settantesimo anniversario dalla nascita della Repubblica Popolare, però, che le tensioni in città sembrano aver raggiunto il loro punto più alto. E mentre dal presidente Xi Jinping arrivano proclami sulla necessaria “riunificazione pacifica del Paese”, con impliciti riferimenti alle questioni di Macao e Taiwan, oltre che di Hong Kong, per le vie del Porto profumato si consuma una delle manifestazioni più accese degli ultimi mesi, con scontri fra dimostranti e poliziotti, con un attivista rimasto ferito gravemente da un colpo di pistola che, secondo il South China Morning Post, lo avrebbe centrato in pieno petto.

Tensione alle stelle

La tensione era già alle stelle a Hong Kong, quando il fervore popolare è esploso a Hoi Pa Street, a Tsuen Wan: si è iniziato con qualche lancio di molotov, poi di fumogeni indirizzati verso il corteo che avanzava, ombrelli aperti, nei pressi del Kwong Wah Hospital, prima che i poliziotti iniziassero a sparare dei colpi di avvertimento quando alcuni manifestanti hanno iniziato a prendere d'assalto una camionetta delle Forze dell'ordine. Successivamente, come immortalato da alcune immagini circolate sul web, la Polizia avrebbe iniziato a posizionare le armi ad altezza d'uomo sparando alcuni colpi, come avvenuto anche in altre zone della città. Alcuni colpi di pistola, infatti, sarebbero stati esplosi nell'ambito di un altro corteo all'incrocio fra Nathan Road e Waterloo Road. Tensione altissima anche nei Nuovi Territori, dove sarebbero in corso scaramucce fra manifestanti e Polizia con lanci di fumogeni e molotov. Per motivi di sicurezza è stata disposta l'interruzione del servizio di metropolitana.

 

Una situazione limite che fa da contraltare a quanto sta avvenendo a Pechino dove, in quella Piazza Tienanmen che fu il centro nevralgico della rivolta di trent'anni fa, sfila la gran parata militare, con soldati e tank dell'esercito regolare schierati in fila davanti alle autorità e con i nuovi missili Df-41 intercontinentali in bella mostra non solo di fronte al palco presidenziale ma, simbolicamente, sotto gli occhi delle altre forze mondiali. Basti pensare che le testate in questione possono trasportare almeno una decina di testate nucleari, mettendo al contempo sulla vetrina del mondo altri missili come i Df-58, di velocità supersonica. Un modo per ribadire la crescita della Cina come potenza mondiale, macchiata però da questioni territoriali che, a trent'anni da Tienanmen, costringono Pechino a riflettere su stessa. Resta da capire in quale modo.

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