Leopolda, Renzi agli scontenti: “Italia Viva è aperta”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:31

Il prossimo anno dicono che forse non la facciamo più la Leopolda. Continueremo a farla ma non potremo fare un abuso edilizio per allargarla”. La chiude in tono ironico l'edizione numero 10 della Leopolda Matteo Renzi, sold out durante tutto il weekend e per la prima volta lontana dal Partito democratico: “Siamo pronti a guardare al futuro recuperando la speranza. la Leopolda è quel luogo in cui da 10 anni si viene a prendere un pieno di esperienze e di energia. Si viene a credere che il futuro sia soltanto di demagoghi e populisti che vivono di slogan. Abbiamo fatto degli errori. Si impara sbagliando diceva Philip Roth. Ma quello che non è successo alla Leopolda è fare errori per qualunquismo”. L'invito di Renzi ai partecipanti al convegno è che, “se si vuole far politica si devono fare le cose sul serio, vale per quota 100 e vale per l'immigrazione. Quando dicevamo 'aiutarli a casa loro' non era uno slogan, ora le grandi aziende di stato stanno investendo in Africa”.

Offensiva contro Salvini

Dopo aver ringraziato partecipanti e staff della Leopolda, l'ex premier riserva un affondo sul leader della Lega Matteo Salvini, assieme al quale è stato protagonista di un acceso dibattito tv: “Il disegno di Salvini aveva come obiettivo il Colle. Quello che chiamano imbroglio di palazzo per noi ha un nome: si chiama democrazia parlamentare… Di fronte al diktat di Salvini dal Papeete potevamo assecondare il suo disegno perverso per mettere le mani sul Quirinale e accettare qualche spruzzatina di novità da qualcuno su liste elettorali. Ma il Paese sarebbe finito nelle mani dei sovranisti e saremmo usciti dall'euro. L'alternativa a questo era fare politica,mentre loro chiamano coerenza quel che noi chiamiamo masochismo. Sì, ho cambiato idea per salvare l'Italia da Salvini e dal salvinismo e lo rivendico”. E al leader leghista augura ironicamente: “Goditi il Paese, caro omonimo, che a governare il Paese ci pensiamo noi“.

L'appello

“Il ruolo del Quirinale è un ruolo chiave – ha detto ancora l'ex premier -. Se rimane questa legislatura in vita il presidente che ci accompagnerà fino al 2029 sarà espressione di forze politiche che credono nell'Europa, non mettono in discussione l'euro, non affollano le piazze circondati da Casapound, che mette in discussione valori costituzionali e la memoria condivisa. Non è nella disponibilità del premier, che peraltro non è un parlamentare, e di altri leader politici, anche loro non eletti in Parlamento, che questa legislatura abbia il dovere di proporre una maggioranza europeista e antisovranista per l'elezione del nuovo capo dello Stato“. E riserva un invito agli scontenti di Forza Italia: “In piazza San Giovanni a Roma è finito un modello culturale di centrodestra, che io non ho mai votato, e Berlusconi non ha mai votato la fiducia a me, ma ha rappresentato per 25 anni un modello che aveva distorsioni, ma ha cercato di rappresentare l'area liberale del Paese. Salvini ha preso le redini, capisco il disagio di dirigenti e militanti di Forza Italia. A chi crede che c'è spazio per un'area liberale e democratica dico venga a darci una mano. Italia Viva è aperta”.

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