Legge elettorale, si apre il dibattito sul Mattarellum: partiti divisi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:10

Si apre la discussione politica della legge elettorale dopo la proposta formale di Matteo Renzi di tornare al Mattarellum, il sistema a prevalenza maggioritaria in vigore dal 1993 al 2005, quando venne sostituito dal Porcellum.

Il Pd, se si escludono i casi dei “Giovani turchi” e del Guardasigilli Andrea Orlando, ha accolto con favore la proposta del segretario. Le altre forze politiche, invece, si dividono. Secco il “no” del Movimento 5 Stelle, che vede nel ritorno al maggioritario una strategia con cui Renzi cerca d’indebolirlo. Niet anche da parte di Forza Italia. “Non è riproponibile punto e basta – ha spiegato Maurizio Gasparri – Dopo aver fatto leggi elettorali sbagliate e riforme costituzionali a colpi di strappi e di maggioranza, sconfitte poi dal voto popolare, Renzi evidentemente non ha ancora imparato la lezione. Il Mattarellum non ci sarà. Un sistema concepito per una sfida bipolare, con l’attuale articolazione quanto meno tripolare del sistema politico, non darebbe alcun esisto positivo. La legge elettorale va fatta insieme. Il Mattarellum è fuori dal tavolo. Se lo mettano bene in testa”. Ad aprire è, invece, la Lega Nord.

Roberto Calderoli, primo firmatario del Porcellum, vede invece nel sistema che porta il nome dell’attuale capo dello Stato “l’unica via d’uscita per una nuova legge elettorale”. Per l’ex ministro delle Riforme si tratta di un “modello che è già stato sperimentato, ha avuto un effetto negativo solo per le furbate delle liste civetta ma è un buon modello”. Anche perché, ha proseguito, “non credo che riusciremmo a fare in due mesi quello che non siamo riusciti a fare in 10 anni“. Cioè una legge totalmente nuova, che abbia alle spalle una formula già sperimentata.

Per il presidente di “Idea”, Gaetano Quagliarello “la proposta ha certamente un senso. Occorre però precisare con onestà, e finora nessuno lo ha fatto, che il Mattarellum non è compatibile con una elezione prima dell’estate. Poiché tutti dicono di voler votare subito, è bene che si sappia che con il Mattarellum non si voterebbe prima di ottobre. Per le variazioni demografiche che si sono avute, infatti, i vecchi collegi non possono essere riproposti e per ridisegnarli ci vogliono mesi”.

Il Mattarellum prevedeva l’assegnazione del 75% dei seggi della Camera (475) in collegi uninominali a turno unico; il restante 25% (155 seggi) veniva assegnato su base proporzionale ai partiti che superavano il 25%. Per questa parte proporzionale alla Camera c’erano dei listini bloccati di quattro nomi su base regionale, mentre per il Senato si recuperavano i migliori perdenti dei collegi uninominali. Questo modello è stato utilizzato quando l’organizzazione era bipolare.

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