Le tensioni politiche fanno salire lo Spread

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:45

Con la crisi di governo – aperta ieri sera dal vicepremier Matteo SalviniPiazza Affari ha aperto le contrattazioni in forte calo, il Ftse MIb cede l'1,4% appesantito soprattutto dalle banche. Come riporta il Sole 24 Ore, a causa delle tensioni politiche, si prevede una giornata impegnativa anche per i titoli di Stato italiani. Agitazione politica quindi ma non solo visto che, mai come oggi, stato ed economia vanno di pari passo: il terremoto che ha scosso il governo infatti, dopo mesi di tira e molla sui conti con Bruxelles, torna a incidere in modo pesante sull'andamento dei listini e sulle quote dello spread. Un'agitazione, quella dei mercati, iniziata già nella giornata di ieri, quando gli operatori hanno penalizzato i nostri titoli di Stato con il differenziale con i titoli tedeschi, salito da 200 a 210. In apertura questa mattina, il differenziale è schizzato a 234 e, di conseguenza, la Borsa di Milano ha aperto in ribasso. I principali listini, per effetto domino, aprono tutti con il segno meno: l'indice Ftse Mib segna -1,94%, All Share -1,77%. In difficoltà le banche; sospese Banco Bpm e Bper per ribassi intorno al 5%, così come Unicredit, Intesa è sul -4,5%. In un quadro da rosso complessivo (Ubi perde il 4,14%, Banco Bpm il 4,7%, Mps il 4,77%, Bper il 3,6%, Unicredit il 3,53%, Intesa il 3,49%, Fineco il 2,57%) galleggiano i titoli Stm (che guadagna lo 0,99%) e Atlantia (l'1,58%).

I giudizi delle agenzie di rating

Ma la giornata è ancora lunga e si prevedono altri due momenti cruciali: il primo è l'asta dei Btp annuali per 6,5 miliardi di euro e, secondo, è atteso il verdetto dell'agenzia di rating Fitch sull'affidabilità dei titoli pubblici italiani. Il Sole 24 Ore ricorda che a febbraio l'agenzia aveva confermato il rating a BBB, con un outlook negativo, ma aveva esso in evidenza l'elevato indebitamento del nostro Paese e la debolezza del suo sistema bancari, nonostante lo smaltimento dei crediti deteriorati. E le ripercussioni si fanno sentire anche sul fronte delle valute: come riferisce Repubblica.itl'euro passa di mano a 1,1197 dollari e 118,62 yen. Stabile invece lo yuan, a 7,0816 sul dollaro. Più tenue il moto ondoso per quanto riguarda le quotazioni del greggio, con la principale variazione che riguarda il Brent (consegna a ottobre).

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