La Bce al lavoro per contrastare lo spread: “State tranquilli, siamo pronti”

Il consiglio di emergenza dei governatori della Bce ha deciso di attivare la flessibilità nell'attività di reinvestimento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:59

“Oggi abbiamo deciso di attivare la flessibilità nell’attività di reinvestimento e abbiamo chiesto ai nostri comitati di lavorare in maniera accelerata sul concepimento di nuovi strumenti per contrastare la frammentazione nel caso in cui il reinvestimento non bastasse. Per cui nel caso in cui il reinvestimento non bastasse state tranquilli, siamo pronti“. E’ quanto ha dichiarato Klaas Knot, componente del consiglio direttivo della Bce – la Banca centrale europea – e presidente della Nedelandsche Bank, intervenendo a Young Factor.

La prima linea contro i rischi di frammentazione finanziaria

La prima linea di difesa della Bce contro i rischi di frammentazione finanziaria evidenziati dagli spread sono i reinvestimenti del programma pandemico Pepp, ha detto Knot, secondo cui la decisione del Consiglio della Bce, convocato stamani in emergenza, di chiedere agli uffici tecnici un’accelerazione su uno strumento anti-spread serve per avere opzioni nel caso in cui il programma pandemico non basti. La Bce ha incaricato gli uffici tecnici di “accelerare il completamento di un nuovo strumento anti-frammentazione” da sottoporre poi al Consiglio direttivo. Lo comunica la Bce dopo la riunione d’emergenza per l’allarme spread.

La riunione dei governatori della Bce

I Governatori della Bce, nella riunione di oggi, hanno giudicato che fosse una risposta adeguata dare mandato agli uffici tecnici per la preparazione di uno strumento contro la frammentazione finanziaria. Lo ha detto Mario Centeno, governatore della banca centrale portoghese e consigliere Bce, durante un discorso a Lisbona riportato dalla Bloomberg. Centeno, in un apparente cenno alla discrepanza fra una svolta nel segno della normalizzazione monetaria e la necessità di continuare a sostenere i debiti con interventi espansivi, ha detto che la politica monetaria “lavora per il medio termine“.

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