Il governo pone la fiducia anche alla Camera

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:44

Il ministro dei Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro ha annunciato in Aula che il governo porrà la questione di fiducia sul Dl sicurezza anche alla Camera dei deputati. Venti giorni fa lo stesso era avvenuto al Senato dove il provvedimento era stato infine approvato con 163 voti favorevoli, 59 contrari e 19 astenuti

L'annuncio

Al termine dell'annuncio è stata dichiarata sospesa la seduta e convocata la riunione dei capigruppo per decidere i tempi della votazione. La discussione generale sul Dl era iniziata questa mattina con Matteo Salvini presente. Il ministro dell'Interno, “padre” del provvedimento, aveva dichiarato in mattinata: “Per me oggi fino a mercoledì l’ordine del giorno è il Dl sicurezza”. “O passa entro questa settimana – ha aggiunto il vicepremier leghista – o salta e quindi sarò in aula giorno e notte per verificare che questo decreto possa diventare legge”.

I malumori nel M5S

Non è un mistero che il passaggio del decreto legge nei due rami parlamentari abbia creato qualche malumore all'interno della compagine pentastellata. A confermarlo, anche l'intervento odierno in Aula della deputata Valentina Corneli, una delle firmatarie degli emendamenti poi ritirati: L'onorevole del M5S ha ribadito le sue perplessità, dichiarando: “In nessuna fase del dibattito parlamentare ho nascosto le perplessità su questo provvedimento, anche se al Senato siamo riusciti a ottenere delle modifiche molto importanti. Personalmente anche qui alla Camera avrei voluto discutere ulteriori proposte emendative”. La Corneli ha poi criticato il metodo: “Non c’è stato il tempo perché si tratta di un provvedimento in scadenza. Le perplessità derivano dal fatto che non si affronta in maniera rilevante il problema dell’integrazione e il combinato-disposto degli articoli 1 e 12 , potrebbe determinare un rischio, in relazione al peggioramento della sicurezza a causa degli immigrati sul territorio”.

La linea dettata da Di Maio

Sull'approvazione del Dl caro all'alleato leghista, il capo politico dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio, si era espresso nettamente nei giorni precedenti al passaggio al Senato: “Il Dl sicurezza è alla sua seconda lettura. Il Parlamento è sovrano ma come governo auspichiamo che sia approvato in ultima lettura alla Camera” Sui dissidenti del Movimento, il vicepremier aveva detto di aspettarsi “lealtà al governo che va avanti finché è autonomo”.

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