Fumata grigia sul decreto anti terrorismo. Giovedì il consiglio dei Ministri

Pene fino a 10 anni di carcere per i foreign fighters, ritiro del passaporto per i sospetti, reato ad hoc per punire chi organizza viaggi di combattenti, sono queste alcune delle norme racchiuse nel decreto antiterrorismo predisposto dal ministro dell’Interno Angelino Alfano. L’approvazione doveva esserci oggi durante la seduta del Cdm, ma la decisione slitta a giovedì.

Non si tratterà più di un ddl, e all’origine del posticipo ci sarebbe l’assenza del Presidente della Repubblica. In presenza del “supplente” Grasso è infatti limitato il numero di decreti che si possono fare. Si è deciso quindi di varare un unico decreto che riguarderà sia il terrorismo che le missioni internazionali, le cui norme oggi non erano ancora pronte. L’approvazione è stata quindi spostata al prossimo Cdm che si terrà giovedì, dunque, per consentire a ministri della Difesa e degli Esteri di preparare il testo sulle missioni. Altri punti in agenda dell’incontro saranno anche un Ddl sul sistema bancario e gli investimenti.