Eurodeputati contro Foa: “Vicino alla Russia, diffonde fake-news”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:26

Mentre si vanno sgonfiando in Italia a seguito della sua nomina a presidente della Rai, le polemiche intorno al nome di Marcello Foa si alimentano in Europa. Un gruppo di eurodeputati, guidati dall'olandese, Marietje Schaake, del partito liberale di sinistra D66, sta raccogliendo le firme su una lettera al presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani, per denunciare la nomina di Marcello Foa, accusando il nuovo presidente della Rai di non rispettare gli standard Ue sulla disinformazione e di diffondere fake news.

La lettera

“Rispettiamo pienamente la sovranità del Parlamento italiano” nella nomina del presidente della Rai, ma “siamo preoccupati per la scelta di Marcello Foa”, si legge nel testo della lettera, che l'Agi può anticipare. Foa è “ospite regolare degli strumenti della propaganda russa Russia Today e Sputnik e ha spesso condiviso informazione online che può essere qualificata come disinformazione secondo il Codice di Condotta” Ue. I deputati citano il caso dei tweet di Foa sulle cene sataniche di Hillary Clinton. Ricordando a Tajani la sua denuncia di un “attacco dalla Russia e da alcuni negli Usa” attraverso le fake-news, gli eurodeputati chiedono al presidente dell'europarlamento come la nomina di Foa sia “in linea con gli sforzi” del Consiglio europeo di “creare una risposta coordinata dell'Ue alla sfida della disinformazione”.

“Fake-news journalist”

Il fuoco di fila contro Foa non arriva solo da Bruxelles, ma anche da Londra e Parigi. Uno dei più autorevoli quotidiani britannici, il Guardian, non esita a titolare così un articolo sulla nomina dell'esperto inviato italiano: “‘Fake news’ journalist made chair of Italy’s state broadcaster”, cioè “un diffusore di notizie false a capo della tv di Stato italiana”. Secondo il Guardian, Foa al vertice di Viale Mazzini “ha suscitato timori sull’autonomia dell’emittente di Stato italiana”. Il quotidiano con sede a Londra sembra non apprezzare le sue posizioni non allineate al pensiero dominante, descritte come “anti-gay, anti-immigrati, anti-vaccini e filo-russe”. Dall'altra parte della Manica, Le Monde parla di “nomina controversa alla guida della Rai” e di “un incontestabile successo per la Lega, che piazza un uomo vicino al suo pensiero a un posto chiave”. Il giornale francese, al tempo stesso, parla di “un ennesimo smacco per l’altro partner della maggioranza, il Movimento 5 Stelle”.

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