“Droga e mancanza di lavoro fanno crescere la criminalità”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:13

Rispetto alle altre città italiane, negli ultimi anni, a Roma, è aumentata la criminalità di strada. Questo non è dovuto all’assenza di forze di polizia, che invece compiono il loro dovere in maniera encomiabile. Perché bisogna prendere atto che chi va in pensione non viene sostituito”. Lo dice Achille Serra, già prefetto di Roma, commentando l’uccisione di Luca Sacchi, il ragazzo di 25 anni che ha cercato di difendere la sua fidanzata da una rapina ed è stato ucciso da un colpo di pistola alla testa sparato da uno dei due aggressori, nella zona dei Colli Albani, nei pressi del parco della Caffarella. Un episodio sul quale l'ex prefetto non ha dubbi. A suo avviso, infatti, è necessaria una riforma della giustizia che garantisca “l’immediatezza del processo e la certezza della pena” in modo da “evitare la reiterazione del reato”. All’origine dell’aumento della criminalità di strada nella Capitale, secondo Serra, vi è “il lavoro, che è sempre meno, e la droga”. “È un male di cui oggi si parla meno rispetto al passato, mentre quello della droga è un fenomeno aumentato di oltre il 50% rispetto al passato – evidenzia l’ex prefetto al Sir -. Non credo che chi spara in testa per rubare uno zaino sia sotto gli effetti, ad esempio, della cocaina. Ma è certamente una componente da tenere in considerazione”. L’altro fronte della criminalità nella Capitale, indicato da Serra, è la presenza di “associazioni per delinquere di banditi come quella di Carminati che hanno saccheggiato Roma”. “Oggi la corruzione è fatta in modo sotterraneo condizionando gli appalti e in maniera meno visibile ma incide di più sull’economia generale della città”, conclude l'ex prefetto.

Una vita in polizia

Una vita, la sua, dedicata alla giustizia. Classe Achille Serra 1941, è stato prefetto anche di Ancona, Palermo e Firenze. Entrato nelle file del Corpo delle guardie di Pubblica Sicurezza nel 1968, come vicecommissario a Milano. Successivamente ricopre gli incarichi di dirigente della squadra mobile, capo della DIGOS e della Criminalpol. Sotto la sua gestione furono sgominate, fra le altre, le bande di Renato Vallanzasca, Angelo Epaminonda e Francis Turatello. Nominato questore nel 1991, dirige le questure di Sondrio e Cremona e il S.C.O. (Servizio centrale operativo). Appartengono a quel periodo importanti operazioni, fra le quali Green Ice, che vide coinvolti 12 Paesi esteri, con l'arresto di centinaia di trafficanti di droga, e che assestò un colpo durissimo al cartello di Medellín. Nel 1993 è nominato questore di Milano, e nel 1994 prefetto di prima classe e vice capo vicario della polizia di Stato. Diviene quindi prefetto di Ancona, Palermo e Firenze. Dal 2003 è prefetto di Roma, incarico che ricopre sino al 3 settembre 2007, per assumere il ruolo di “Alto commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione nella Pubblica amministrazione”.

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