Conte: “Accordo totale”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:33

Movimento 5 Stelle e Lega si mettono alle spalle le tensioni degli ultimi giorni e raggiungono l'accordo sul decreto fiscale al termine del Consiglio dei ministri convocato il duro botta e risposta fra le due anime del governo giallo-verde. 

L'intesa

“Abbiamo approvato il decreto fiscale nella sua stesura definitiva, abbiamo raggiunto un pieno accordo” ha detto il premier, Giuseppe Conte. “La Dichiarazione integrativa riguarda il 30% in più di quanto già dichiarato con il tetto di 100mila per anno d'imposta” ha precisato il presidente del Consiglio in conferenza stampa. Nel testo, ha aggiunto, non ci saranno scudi fiscali all'estero. Inoltre '”non c'è nessuna volontà di fare una patrimoniale” hanno affermato sia Conte sia i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Interventi

C'è poi “un accordo politico per cui in sede di conversione di questo decreto legge troveremo una formulazione adeguata a tutti i contribuenti che versano in situazioni di specifiche, oggettiva, difficoltà economica. Nella sostanza ora consentiremo un ravvedimento operoso ma abbiamo pensato che forse resta scoperto una delle promesse contenute nel contratto”. A scanso di equivoci, ha prroseguito, “abbiamo anche valutato che tutto sommato poteva prestarsi a equivoci qualche causa di non punibilità, che avrebbe consentito di stimolare contribuenti ad aderire ma avrebbe dato un segnale di fraintendimento, quindi non ci sarà nessuna causa di non punibilità“.  

Manovra

Conte ha poi affermato di aver “riferito delle interlocuzioni con Merkel e Macron. Il clima che abbiamo in Europa è di dialogo e di disponibilità e lo abbiamo ribadito, siamo comodamente collocati in Europa. La cosa più importante è spiegare la manovra ai nostri interlocutori europei. Intendo incontrare Juncker: stiamo varando il piano di riforme strutturali più grande nella storia d'Italia. Sono queste che servono di più al nostro Paese. Solo da queste avremo aumento del Pil dallo 0,5 allo 1,2 in più. Siamo convinti di non aver gonfiato i nostri numeri”. 
 

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