L'ira della Spagna sul Vaticano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:53

La Spagna presenterà una denuncia formale al Vaticano per le dichiarazioni del Nunzio apostolico nel Paese, Renzo Fratini. L'ambasciatore della Santa Sede aveva affermato, infatti, che la Corona spagnola aveva “resuscitato” Francisco Franco. Ne ha dato notizia la vicepresidente del governo, Carmen Calvo, all'emittente radiofonodica Cadena Ser, che ha parlato di affermazioni “inaccettabili” e ha specificato che un Nunzio apostolico, a tutti gli effetti ambasciatore, non può “entrare nelle vicende interne di un Paese”, soprattutto su un tema così delicato come l'esumazione dei resti di un dittatore.

Il caso

Un anno fa, il leader socialista Pedro Sánchez ha dato il via libera alla riesumazione della salma del dittatore sepolta a Valle de los Caídos, il mausoleo alle porte di Madrid. Dal 1975, i resti sono rimasti nel complesso fatto costruire dallo stesso regime accanto alla reggia di El Escorial fino al nuovo decreto legge, che ha trovato un altro luogo in data da destinarsi. In un'intervista a Europa Press, il Nunzio Fratini ha commentato con parole forti l'accaduto: “Sinceramente, ci sono tanti problemi nel mondo e in Spagna. Perché resuscitarlo? Io dico che l’hanno resuscitato. Lasciarlo in pace era meglio, la maggior parte della gente, dei politici, la pensa così, sono ormai passati 40 anni dalla morte, ha fatto ciò che ha fatto, lo giudicherà Dio. Non aiuta a vivere meglio ricordare ciò che ha provocato una guerra civile“. Le parole del Nunzio riecheggiano in un contesto socio-politico più ampio. Come ricorda lo stesso Fratini, dopo l'annuncio della riesumazione, la figura del cosiddetto “generalissimo” ha goduto di un rinnovato consenso da parte dell'opinione pubblica. “Il probema è tornato” ha detto il Nunzio, ribadendo la natura politica dell'atto governativo. A nome della Santa Sede, Fratini ha ribadito che, in merito al nuovo luogo che ospiterà i resti di Franco, la cattedrale di Almudena sarebbe la “scelta peggiore” per il rischio di “pellegrinaggi” in omaggio a un simbolo di repressione all'interno di un luogo di culto cattolico. Per Fratini, dunque, la riesumazione è un'opera studiata da chi vuole “tornare a divedere la Spagna”. 

La reazione spagnola

La risposta del Governo spagnolo non s'è fatta attendere: “Ci sarà un reclamo formale allo Stato del Vaticano, riceverà una denuncia per un'ingerenza di questa natura, per i modi in cui è avvenuta e il contenuto improprio di qualsiasi legazione diplomatica” ha ribadito la vicepresidente. “Un ambasciatore deve rispettare le regole e non entrare in un tema così delicato”. In merito al luogo in cui destinare i resti, la vicepresidente ha sottolineato come oggi il dittatore sia, comunque, sepolto in una basilica. In posizione di contrattacco, la Calvo ha, altresì, annunciato di voler rivedere la politica fiscale della Chiesa cattolica nel Paese iberico. Nello specifico, è stata inviata alla Conferenza episcopale spagnola una richiesta formale di valutazione su eventuali tributi che la Chiesa deve saldare. Nella sostanza, per il governo, “la Chiesa deve pagare le tasse come accade in Francia o in Italia” in un'ottica di giustizia sociale.
 

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