Digital tax e dazi: scontro Trump-Macron

ULTIMO AGGIORNAMENTO 5:07

Era quasi inevitabile che la resa dei conti arrivasse in qualche modo. L'occasione del vertice Nato di Londra, in un certo senso, era il terreno migliore per il confronto fra Donald Trump ed Emmanuel Macron, che dell'Alleanza atlantica parlò in modo tutt'altro che lusinghiero non più tardi di un mesetto fa, definendola in stato di “morte cerebrale”. Dichiarazioni che avevano fatto storcere il naso oltreoceano (“Penso che sia stato molto offensivo – aveva detto Trump -. Sono rimasto molto sorpreso, è stato irrispettoso… una dichiarazione molto, molto sgradevole per gli altri 28 Paesi”), tanto che è già durante la traversata in direzione Gran Bretagna che il presidente americano inizia la sfida a distanza con il capo dell'Eliseo affermando che nei confronti della Francia scatteranno dazi fino al 100% (per un valore di 2,4 miliardi di dollari) se non deciderà di fare un passo indietro sulla digital tax contro i colossi americani del web.

Fredde aperture

Al di là degli incontri formali e delle gentilezze reciproche (con Trump che addirittura offre un passaggio in auto a Macron e Giuseppe Conte in direzione di Downing Street), per Parigi si tratta di minacce inaudite. E, secondo il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire, “il semplice progetto, che potrebbe applicarsi entro 30 giorni, di nuove sanzioni contro la Francia, è inaccettabile”. Linea sposata anche dalla Commissione europea, secondo la quale “l'Ue “agirà e reagirà con una sola voce e rimarrà unità, ci stiamo coordinando con le autorità francesi sui prossimi passi”. A ogni modo, pur ribadendo le sue posizioni sulla Nato, Macron prova a smorzare i toni sul tema digital tax, spiegando in conferenza assieme a Trump che “non prende di mira specificatamente le aziende americane”. D'altronde, lo stesso Tycoon si è detto ben disposto a “risolvere le nostre dispute commerciali minori con la Francia”, pur ribadendo che “alcuni Paesi della Nato continuano a non adempiere ai propri impegni finanziari”. Il che significa che, nonostante le aperture e la cordialità, il clima resta quasi di gelo.

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