Cambiamenti climatici, la vera sfida dell'economia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:39

Che ci si voglia credere o meno, esiste ormai una corrente nel mondo scientifico che parla di un cambiamento climatico non solo in corso, ma addirittura a ritmi di variazione (in peggio) più che allarmanti. Un nuovo rapporto stilato dal governo degli Stati Uniti, anche alla luce di quanto accaduto nei giorni scorsi in California, parla di una modifica del nostro clima che,  a lungo andare, potrebbe costare miliardi di dollari all'economia statunitense che, nelle previsioni, alla fine del secolo potrebbe ritrovarsi con un buco di oltre il 10% nel suo Pil. Uno studio federale che, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere pubblicato il prossimo mese ma il presidente Trump ha deciso di anticipare i tempi di uscita, diramando i contenuti del dossier all'inizio di un weekend di vacanza negli States.

Gli effetti

Va detto che, nonostante la maggioranza degli studi in proposito abbiano la tendenza opposta, il presidente Trump ha da sempre sostenuto l'esagerazione sul tema del surriscaldamento globale e di tutti gli aspetti socio-ambientali a esso collegati. L'ultimo studio però, peraltro diramato dalla Casa Bianca, lancia un allarme che cozza non poco con quella che fin qui è stata l'opinione presidenziale in merito: secondo gli studiosi, infatti, gli effetti a lungo termine delle emissioni dei gas serra si verificherebbero comunque, anche nel caso in cui queste dovessero improvvisamente cessare, portando comunque il pianeta a un surriscaldamento traducibile in 1,1 gradi Fahrenheit. Nel caso (ben più probabile) che le emissioni restasseroe invariate, il rischio è di un incremento della temepratura di ben 9 gradi fahrenheit entro la fine del secolo.

I mutamenti

Uno scenario senz'altro allarmante, considerando anche gli effetti tangibili dello stravolgimento climatico che gli Stati Uniti vivono pressoché costantemente. Un'altra problematica riscontrata dallo studio, riguarda il comportamento dei Paesi del G20 in quanto, stando ai dati, nessuno di loro ha perseguito finora gli obiettivi di preservazione climatica preposti. Come spiegato dal direttore dell'Unità di supporto tecnico del Noaa, David Easterling, il cambiamento climatico in atto sarebbe diverso da qualsiasi altro mutamento che ha interessato il nostro pianeta, se non altro per la rapidità mostrata nel manifestare i suoi effetti. Tanto per citare qualche numero, lo studio parla di difficoltà crescenti per le aziende rurali, con le colture destinate a ridursi per via delle eccessive temperature, così come determinati tipi di raccolta, come il mais (-75%). Easterling, inoltre, ha tenuto a precisare che “non vi è stata alcuna interferenza esterna nello sviluppo del rapporto”.

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