Bucarest, notte di scontri al corteo anticorruzione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:47

E'stata una notte di tensione a Bucarest, dove in migliaia si sono radunati per le vie del centro per partecipare alla grande manifestazione contro la corruzione nel Paese. Un corteo immenso e teatro di violenti scontri, scoppiati nella tarda serata di ieri al culmine di una giornata di vibranti proteste contro il governo del partito socialdemocratico guidato dalla premier Viorica Dancila. Davanti al palazzo governativo, la Polizia ha cercato di contenere i manifestanti aprendo gli idranti e lanciando fumogeni, ricevendo in risposta lanci di bottiglie e pietre. Al termine degli scontri, sono state almeno 440 le persone costrette a ricorrere alle cure mediche, ferite, contuse o intossicate dai lacrimogeni, 65 delle quali ricoverate. Fra questi anche 9 agenti in tenuta anti-sommossa, facenti parte del cordone che ha scortato l'enorme corteo.

Gli scontri

Una manifestazione immensamente partecipata (in molti sono appositamente arrivati dall'estero per rispondere all'appello delle opposizioni) ma che, almeno nelle prime ore, sembrava sostanzialmente pacifica, nonostante i toni esasperati e l'allerta costante delle Forze dell'ordine. La situazione è degenerata nelle ultime ore del giorno, quando alcuni manifestanti (il sospetto è che si trattasse di black-block infiltrati con lo scopo di creare disordini) hanno oltrepassato la linea di sicurezza vigilata dalla Polizia, scatenando la reazione degli agenti che, a ogni modo, secondo il presidente Klaus Iohannis (il quale ha assunto una posizione critica rispetto al governo di Socialdem di Dancila) ha definito “un brutale intervento”.

Tensione politica

Gli scontri sono andati avanti per alcune ore finché, man mano, la situazione è stata riportata alla normalità, chiudendo quasi 24 ore di fuoco nel centro di Bucarest. Nonostante il caldo, infatti, un fiume immenso di persone ha sentito il bisogno di rispondere all'incessante appello mediatico e social dei partiti d'opposizione, andati avanti per mesi con la loro propaganda web per radunare quanti più romeni possibile in Piata Universitatii, luogo di ritrovo dei manifestanti. Di lì, una sfilata di persone, cori e slogan, incitanti alle dimissioni del governo che, solo un mese fa, era finito al centro di una contesa con il presidente della Repubblica, fortemente critico rispetto alla presa del potere da parte di Viorica Dancila, promossa premier nel gennaio scorso dal suo controverso capopartito, Liviu Draganea, già incriminato per irregolarità. Uno scontro che non aveva portato, come richiesto dal presidente, né alle dimissioni della premier, né alla formalizzazione delle indagini da parte dell'ex capo del Dipartimento anti-corruzine, Laura Kovesi, licenziata su pressione di Draganea.

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