Arkansas, giudici federali bloccano raffica di esecuzioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:07

Niente esecuzioni a raffica in Arkansas, o almeno per il momento. Infatti, dopo settimane di caos, petizioni e denunce, seguite all’annuncio di 8 esecuzioni in 11 giorni, un giudice dello Stato ha emesso un’ordinanza che blocca temporaneamente l’uso del bromuro di rocuronio, uno dei tre farmaci usati per le iniezioni letali.

La decisione del giudice

La decisione del giudice Wendell Griffen arriva in seguito alle proteste di quattro case farmaceutiche, che avevano espresso preoccupazioni per le modalità con cui il dipartimento carcerario aveva ottenuto il bromuro, sostenendo di essere state tenute all’oscuro, al momento della vendita, sull’uso reale a cui era destinato. In particolare, la McKesson Corporation, distributore della Pfizer, si è rivolta al tribunale denunciando il fatto che lo Stato avesse mentito sull’utilizzo. Il sistema carcerario statale “non ha mai reso pubbliche le modalità d’uso di questi prodotti”, ha scritto un avvocato della compagnia farmaceutica in una lettera ottenuta e pubblicata dal New York Times. “Al contrario – si legge – l’acquisto è partito da un account legato alla licenza di un dottore, che faceva implicitamente pensare che i farmaci fossero destinati a scopi medici”.

Due società farmaceutiche fanno causa all’Arkansas

La Fresenius Kabi Usa e la West-Wand Pharmaceuticals, hanno citato in giudizio l’Arkansas per essersi procurato, a loro insaputa, loro prodotti per eseguire le condanne a morte entro la fine del mese. Le due compagnie ritengono che l’uso dei loro prodotti nelle iniezioni letali non solo “è contraria alla loro missione di salvare e migliorare le vite dei pazienti” ma “comporta non solo un rischio per la salute pubblica, ma anche rischi legali, fiscali e reputazionali”. Le due scoietà hanno deciso di rivolgersi ad un tribunale perché non riescono a comprendere come l’Arkansa sia riuscito ad ottenere i farmaci per il cocktail letale. Infatti su questo tipo di prodotti le farmacie praticano uno stretto controllo nelle vendite. Il sospetto è che lo Stato americano abbia potuto fare scorta dei medicinali letali, servendosi di “rivenditori non autorizzati”

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