Il fonte ritrovato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:09

Era all'interno di un fonte battesimale ottagonale. La scoperta ha lasciato tutti stupefatti: nella Chiesa della Natività di Betlemme il team di restauratori ha rinvenuto una piccola vasca battesimale circolare “incastonata”, per così dire, in una più grande. La scoperta è stata data ieri in conferenza stampa dal Comitato Presidenziale per il Restauro della Chiesa della Natività. Il fonte ritrovato, “della stessa pietra delle colonne”, si unisce agli ultimi tesori rinvenuti nel luogo, tra cui l'Angelo in mosaico, emerso da una parete della navata centrale, e due lanterne, datate al sesto secolo d.C., rinvenute durante gli scavi sui i mosaici pavimentali.

La scoperta

“Durante i lavori di restauro nel corridoio sud della chiesa, nell'ala meridionale, abbiamo scoperto un fonte battesimale in pietra” ha dichiarato Ziad al-Bandak, al capo del team di restaturatori. Il gruppo scientifico stava imbastendo uno studio preparatorio sulla stratigrafia archeologica dell'interno del pozzo, preliminare al suo restauro: una sorta di screening sullo stato dei materiali per verificarne l'entità e accertarne la datazione. Ebbene, “durante gli esami, abbiamo fatto questa scoperta” ha aggiunto al-Bandak, che ha poi sottolineato come il rinvenimento apra alcuni interrogativi sulle origini stesse della chiesa. Si tratta di “un ulteriore tassello nella ricostruzione della storia della Basilica e della sua tradizione cristiana” ha dichiarato Gianmarco Piacenti, a capo della Ditta Piacenti, che dirige i lavori di restauro dell'edificio. Per Piacenti si tratta di “un ritrovamento importante e di grande bellezza che indica un oggetto realizzato per committenti importanti. La sua scoperta arricchisce la Basilica più antica della Terra Santa”. Team internazionali sono stati interpellati per studiare il ritrovamento: nei prossimi giorni, è atteso a Betlemme il medievista Michele Bacci, docente italiano dell'Unviversità di Friburgo, che daterà con precisione il fonte.

Il cerchio e l'ottagono

Salta subito all'occhio che il fonte scoperto abbia una forma circolare rispetto a quello esterno, che è ottagonale. Un elemento non da poco se si considera che, nella simbologia medievale, la forma di un fonte era piena di significato. L'ottagono è, infatti, la sintesi tra il cielo – rappresentato dal cerchio – e la terra – simboleggiata dal quadrato. Come esposto dall'architetto del Rinascimento, Leon Battista Alberti, nel trattato De re aedificatoria (1450), l'unione delle due forme sottintende l'idea che il divino entra nell'umano: il fonte, dunque, traduce l'immagine di Cristo. Per i primi cristiani l'otto diventa, così, il “numero della Resurrezione” e si presta bene alla simbologia nella liturgia del Battesimo, che dei cristiani ne è la resurrezione. Come sottolinea il teologo Jean-Paul Hernandez “Nell'arte cristiana, rappresentare l'ottagono è allora annunciare che nella vita dell'uomo è possibile una novità radicale come la risurrezione. Perciò otto sono spesso le campate della chiesa, ottagonali sono i battisteri paleocristiani, ma anche alcune chiese dei primi secoli come San Vitale a Ravenna”. La scoperta di un fonte più antico, di struttura circolare, oltre a richiamare, nella sua totalità, la forma del divino, induce a un'analisi tecnica e archeologica che aprirà un nuovo capitolo sulla storia delle prime testimonianze cristiane.

 

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