Il Papa: “Accogliamo l'Eucaristia ogni volta come fosse la prima”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:55

C'è il miracolo dei pani alla base della riflessione di Papa Francesco nell'Angelus della solennità del Corpus Domini. Un episodio evangelico nel quale “Gesù è intento a parlare a migliaia di persone, operando guarigioni”, incaricando poi i discepoli di “dar loro da mangiare”, nonostante non avessero altro “che cinque pani e due pesci”. L'invito di Gesù, invece, è “a compiere una vera conversione dalla logica del 'ciascuno per sé' a quella della condivisione, incominciando da quel poco che la Provvidenza ci mette a disposizione”. Il miracolo della moltiplicazione “manifesta la potenza del Messia e, nello stesso tempo, la sua compassione: Gesù ha compassione della gente”. Ecco perché “quel gesto prodigioso non solo rimane come uno dei grandi segni della vita pubblica di Gesù, ma anticipa quello che sarà poi, alla fine, il memoriale del suo sacrificio, cioè l’Eucaristia, sacramento del suo Corpo e del suo Sangue donati per salvezza del mondo”.

L'Eucaristia

Ed è proprio l'Eucaristia il centro di tutto, “la sintesi dell'esistenza di Gesù, che è stata un unico atto di amore al Padre e ai fratelli”. Come avvenne nel miracolo della moltiplicazione dei pani, Gesù “prese il pane nelle sue mani, elevò al Padre la preghiera benedizione, spezzò il pane e lo diede ai discepoli; e lo stesso fece con il calice del vino. Ma in quel momento, alla vigilia della sua Passione, Egli volle lasciare in quel gesto il Testamento della nuova ed eterna Alleanza, memoriale perpetuo della sua Pasqua di morte e risurrezione”. Ecco perché, ha spiegato il Santo Padre, “la festa delCorpus Domini ci invita ogni anno a rinnovare lo stupore e la gioia per questo dono stupendo del Signore, che è l’Eucaristia”. Un dono, questo, da accogliere “con gratitudine, non in modo passivo, abitudinario. Non dobbiamo abituarci all’Eucaristia e andare a comunicarci come per abitudine: no! Ogni volta che noi ci accostiamo all’altare per ricevere l’Eucaristia, dobbiamo rinnovare davvero il nostro 'amen' al Corpo di Cristo”.

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