Trafficavano farmaci oppiodi: sospesi un medico e tre farmacisti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:46

Un 'cartello' calabrese organizzato nel cosentino da un medico di base e tre farmacisti smerciava illegalmente farmaci oppiodi a base di ossicodone. Il primo compilava le prescrizioni abusive e i farmacisti vendevano i medicinali che poi finivano nel mercato irregolare. Un meccanismo rodato e ben oliato andato avanti per quattro anni, dal 2015. Loro complice, una banda formata da nove persone. A scoprire questo circuito  è stata l'operazione “Ricettopoli” portata avanti dai carabinieri del Comando di Cosenza e il Gruppo di Tutela della salute di Napoli.

I guadagni

L'ossicodone è un potente analgesico che ha un effetto simile a quello della ben note e letale eroina. Come scrive il giornale locale online lacnews24.it, nonostante questo il medico avrebbe rilasciato settemila prescrizioni che hanno messo in circolo quattrocentomila pasticche di questo medicinale. Andare con la ricetta in mano era come una password. I farmacisti complici vendevano confezioni di analgesico a tutto più, poi ciascuna pastiglia (una scatola ne contiene 28) veniva venduta sfusa. Il 'cartello' aveva realizzato un giro d'affari che era arrivato fino a quattro milioni di euro e aveva sottratto in questa maniera allo Stato 175mila euro.

I reati

Le accuse nei loro confronti sono prescrizioni abusive in concorso, detenzione e cessione di stupefacenti in concorso, truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale in concorso e falso ideologico commesso da pubblico ufficiale. Il giudice per la indagini preliminari di Cosenza ha predisposto gli arresti domiciliari per le mentre al medico e ai farmacisti è stata inflitta la sospensione dalla professione per un anno. Il medico era già stato indagato e processato per un reato analogo nei primi anni 2000, venendo assolto.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.