Esplosione a Quargnento: fermato il proprietario della cascina

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:56

C'è una svolta improvvisa nel giallo di Quargnento, in provincia di Alessandria, dove l'esplosione di una cascina ha provocato la morte di tre giovani Vigili del fuoco. Una detonazione premeditata secondo gli inquirenti, con tanto di inneschi e timer, trovati poco dopo la catastrofe che ha ucciso Marco Triches, Antonio Candido e Matteo Gastaldo, dei quali si sono tenuti ieri i funerali solenni. Nelle prime ore della notte, invece, nella sede del Comando provinciale di Alessandria si è concluso l'interrogatorio fiume (andato avanti cinque ore) di una persona ritenuta presunta responsabile dell'esplosione della cascina nella notte tra il 4 e il 5 novembre, ascoltata nell'ambito delle indagini avviate sulla morte dei tre pompieri. Si tratta del proprietario dell'immobile, Giovanni Vincenti, che alla fine ha confessato, negando l'intenzione di uccidere.

La ricostruzione

L'uomo – stando a quanto ha riferito questa mattina il procuratore di Alessandria, Enrico Cieri, in conferenza stampa – avrebbe architettato tutto per frodare l'assicurazione stipulata lo scorso agosto. Tra i sospettati, anche la donna dell'uomo, che lo avrebbe aiutato a mettere le bombole di gas con i timer settati. Secondo il procuratore, l'uomo avrebbe potuto evitare la tragedia. Dopo la prima esplosione, i Carabienieri lo avevano informato che l'incendio era stato domato. Eppure, Vincenti non si era preoccupato di informare gli agenti della presenza di altri cinque bombole che continuavano a far fuoriuscire gas. Mezz'ora dopo la telefonata, dunque, la tragedia. 

L'evidenza

Ad incastrare l'uomo, il libretto delle istruzioni del timer ritrovato dagli agenti in camera da letto: “È stato questo elemento a indurlo alla confessione” ha dichiarato Cieri. Vincenti era fortemenrte indebitato e, per uscire dal pantano finanziario in cui si trovava con la compagna, lo scorso agosto aveva esteso l'assicurazione dell'immobile al fatto doloso. Il premio massimale era di circa un milione e mezzo di euro: una cifra che avrebbe sicuramente fatto comodo all'uomo e che, invece, s'è rivelata il movente di una triplice tragedia.

 

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