Armenia-Azerbaigian: “Intensi combattimenti” nel Nagorno-Karabakh

Ancora scontri nella regione del Nagorno-Karabakh, tra Armenia e Azerbaigian. Almeno 95 i morti, tra i quali numerosi civili

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:56

Ancora scontri nella regione del Nagorno-Karabakh, tra Armenia e Azerbaigian. L’Azerbaigian riferisce che tra ieri notte e stamattina “sono proseguiti lungo l’intero fronte intensi combattimenti” tra le forze azere e i separatisti armeni del Nagorno-Karabakh. Lo riporta l’agenzia Tass. Al momento si ha notizia di almeno 95 persone morte in seguito agli scontri, iniziati domenica scorsa.

Azerbaigian

Secondo l’Azerbaigian, le forze armene avrebbero tentato di “riprendere le posizioni perdute” negli scontri iniziati domenica scorsa con azioni militari nelle direzioni di Fizuli-Jabrailsky e Agder-Tertersky. Ma – aggiunge – sarebbero state respinte dalle truppe azere, che ora riferiscono di portare avanti un’offensiva per conquistare la cittadina di Fizuli. Nello specifico, gli azeri dichiarano che “una colonna motorizzata e una unità di artiglieria armene sono state distrutte”.

Armenia

Il governo armeno con sede a Yerevan – la capitale e la più popolosa città del Paese – sostiene invece che le forze separatiste armene del Nagorno-Karabakh abbiano “respinto le offensive azere in vari settori della linea del fronte” e annuncia “gravi perdite” tra le file azere.

“Scontri di varia intensità sono stati osservati durante la notte. La mattina presto, il nemico ha ripreso l’offensiva con sistemi di artiglieria, veicoli corazzati e un lanciafiamme pesante TOS“, aveva scritto ieri su Facebook l’addetto stampa del ministero della Difesa armeno, Shushan Stepanyan.

Nagorno-Karabakh

La repubblica autoproclamata del Nagorno-Karabakh fa sapere di 84 propri miliziani caduti e ci sono inoltre almeno 11 civili morti, nove in Azerbaigian e 2 sul lato armeno. Le autorità azere non hanno pubblicato informazioni sui loro militari caduti.

Baku ordina la mobilitazione

Sempre ieri il presidente azero Ilham Aliyev ha proclamato la mobilitazione parziale. L’ordine di Aliyev è stato pubblicato sul sito web presidenziale. Nello specifico, il presidente ha incaricato il Servizio di Stato azerbaigiano per la mobilitazione e la coscrizione di leva secondo il piano approvato.

Onu

Sulla crisi nel Caucaso oggi alle 17 al Consiglio di Sicurezza dell’Onu è in programma una discussione d’emergenza a porte chiuse.

Castaldo (M5s), fermare l’escalation

“Condanno con forza l’operazione militare condotta dalle forze azere nella regione del Nagorno Karabakh. L’inaccettabile ricorso all’aggressione militare indiscriminata, che ha mietuto numerose vittime e feriti anche tra i civili, mina radicalmente le possibilità di un rilancio del processo di pace ed è una flagrante violazione del diritto internazionale e del dialogo finora condotto in sede Osce”. Lo scrive in una nota l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Parlamento europeo, Fabio Massimo Castaldo.

“Chiediamo a tutte le parti coinvolte di fare immediatamente un passo indietro – prosegue Castaldo -: questa escalation militare ha le potenzialità per destabilizzare l’intera regione”.

“Sono profondamente convinto che l’Ue debba levare la propria voce con forza, valutando anche la possibilità di ricorrere a sanzioni qualora vi fosse un rifiuto a interrompere le ostilità. Per questa ragione, insieme ad altri colleghi europarlamentari di varie nazionalità, ho firmato una lettera indirizzata all’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, nel quale chiediamo di profondere ogni sforzo per ottenere un immediato cessate il fuoco e il rilancio di meccanismi vincolanti per il monitoraggio delle eventuali violazioni, unico modo per ricostruire la fiducia necessaria a un processo di dialogo efficace. I valori europei del multilateralismo e della pace devono prevalere”.

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