Cosa sta succedendo davvero sull’isola di Vulcano

Da domani scatta l'ordinanza che vieta agli abitanti di dormire nella zona del porto, dove è aumentata a dismisura la concentrazione di gas pesanti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:18
Lato settentrionale della Fossa di Vulcano visto da Lipari, con il cratere esterno de La Forgia Vecchia visibile centralmente. In basso, affiorante dal mare, la piattaforma lavica di Vulcanello e sullo sfondo a destra la cima del cono di scorie di Monte Saraceno (foto di G. De Astis) Fonte sito INGV

A Vulcano, nelle Eolie, è già iniziata l‘evacuazione dall’area portuale e dintorni. La zona indicata e quelle adiacenti saranno interdette dalle 23 alle 6 e le persone non potranno rimanere nelle loro case per via del livello di gas dovuto all’attività vulcanica. Per il resto della giornata, invece, sarà possibile svolgere una vita regolare.

Lo ha detto il sindaco di Lipari Marco Giorgianni in un’ affollata riunione con la popolazione alla presenza anche di vulcanologi e rappresentanti della protezione civile. L’ordinanza scatterà lunedì 22 Novembre, per dare il tempo alle persone di organizzarsi e trovare l’alloggio dove dormire.

L’ordinanza dovrebbe coinvolgere circa 100-150 persone residenti. Il comune darà un contributo per pagare gli alberghi. Per un mese non potranno sbarcare turisti ma l’ingresso sull’isola sarà consentito solo i pendolari. Dall’ordinanza sono escluse le località di Piano, Gelso e Vulcanello al momento ritenute sicure. E’ previsto il raddoppio h24 della guardia medica.

Il perché della preoccupazione

“Ci sono dei dati che riguardano l‘aumento dei gas – ha spiegato Giorgianni nell’isola delle Eolie – che creano preoccupazione molto forte perché possono essere pericolosi per la salute pubblica. C’è un gas pesante al suolo che riduce la quantità di ossigeno che crea difficoltà respiratorie che possono avere effetti letali. Questo il dato giornaliero: 480 tonnellate di C02. Il dato normale è di 80. Poi dipende anche dal vento. Se si distribuisce in un territorio limitato diventa pericoloso, se in un territorio più vasto è meno pericoloso. Qualcosa quindi dobbiamo fare? Bisognerà fare una campagna in tutta l’isola per accertare i reali valori di gas e altro. Quando avremo i risultati di questo monitoraggio a tappeto si decideranno i nuovi provvedimenti”.

Francesco Italiano, direttore della Sezione Ingv di Palermo, già noto alle Eolie per aver guidato la scoperta dei sistemi idrotermali sottomarini a Panarea e dintorni, legati al vulcanismo e che ospitano comunità di microrganismi capaci di vivere in ambienti estremi, considerati l’anello di congiunzione fra il mondo abiotico e la vita, a proposito di Vulcano, ricorda che “al momento il serio problema è rappresentato dalla massa di gas aumentata a dismisura. Dopo aver monitorato la parte geochimica dell’isola è stato accertato che i valori giornalieri di CO2 da 80 tonnellate sono lievitati a 480. Ecco perché è rischioso vivere nella zona rossa dove odore e calore sono segnali ai quali non bisogna essere esposti. Elementi che fanno capire che è meglio non dormire lì”.

Come verranno aiutati gli isolani

Gli isolani dovranno allontanarsi dalle proprie abitazioni, ma non tutti i 250 lo faranno. Diverse famiglie dispongono di villette a più piani e di conseguenza, come riferito dal sindaco Marco Giorgianni, con tesi avallata dai vulcanologi dell’Ingv e dalla Protezione civile durante l’assemblea, possono ritenersi tranquilli se risiedono dal primo piano in su.

Gran parte delle persone andrà nelle seconde case, da parenti e amici e anche nelle strutture turistiche alberghiere che si sono messe a disposizione, dislocate tra il Piano, Gelso e Vulcanello. Per queste famiglie l’ordinanza sindacale quantifica il contributo mensile per l’autonoma sistemazione, stabilita in 400 euro per i nuclei mono familiari, 500 euro per i nuclei composti da due persone, 700 euro per quelli composti da tre unità, 800 euro per i nuclei composti da quattro o più unità.

 

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