Cosa significa diventare mamma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:58

Avincere a Locarno è stata un’opera prima in grado di trasformarsi in un focus sull’universo femminile. Una madre adolescente che abbandona la sua piccola di 5 anni, un'altra coetanea incinta anaffettiva con il figlioletto che dice “ora siamo una famiglia” solo quando la giovane partorisce un fratellino e sente finalmente l'affetto della genitrice, una suora novizia che mette in dubbio la sua fede totale in Dio perché prova il desiderio di diventare mamma.

Mamme adolescenti

“Accolto con grande calore dalla critica italiana e internazionale, e salutato da un successo di pubblico cresciuto di proiezione in proiezione, fino a quella aggiuntiva resa necessaria dal sold out delle repliche, 'Maternal' della regista italiana Maura Delpero, una produzione dispàrte e Vivo film con Rai Cinema, in coproduzione con Campo Cine, ha convinto anche le giurie del 72° Festival di Locarno- riferisce Adnkronos- Sono infatti quattro i riconoscimenti ottenuti dal film, la Menzione speciale della giuria del Concorso internazionale, il premio Europa Cinemas Label, il premio della Giuria ecumenica e il secondo premio della Giuria dei Giovani”.  

Odore d’incenso

L'Hogar, un centro religioso italo-argentino per ragazze madri, è un luogo paradossale in cui la maternità precoce di giovani madri adolescenti convive con il voto di castità delle suore che le hanno accolte, tra regole rigide e amore cristiano. Suor Paola è una giovane suora appena arrivata a Buenos Aires dall’Italia per finire il noviziato e prendere i voti perpetui. Lu e Fati, entrambe diciassettenni, sono bambine bruscamente trasformate in madri. Tre donne diverse che influenzeranno reciprocamente le proprie vite e il proprio rapporto con la maternità, ricostruisce Adnkronos “Per tanto tempo ho lavorato a Buenos Aires in un istituto religioso italiano per madri adolescenti – racconta ad Adnkronos la regista -Non mi sono fermata sulla soglia a spiare dai corridoi, sono entrata nelle loro stanze, le ho ascoltate e osservate, ho condiviso le loro inquietudini, ci siamo conosciute. Mi è stato possibile, e forse necessario, perché in 'Maternal' c’è tanto di me, del mio presente e del mio passato”. E aggiunge:  “L’odore d’incenso della bambina cattolica, le amicizie e gli amori dell’adolescente assetata di passioni, il senso di maternità della donna. Sono diventata per loro una figura familiare, empatica e insieme invisibile. Da questa posizione interna, personale ed emotiva ho iniziato a scrivere un film sulla loro singolare storia di giovani donne”. Inoltre confessa la regista: “Quando mi sono avvicinata di più al mondo delle religiose che le seguono, ho sentito che stavo vivendo un’esperienza complessa e unica. La maternità adolescente non era l’unico paradosso con cui mi stavo confrontando. Una sedicenne incinta impressiona lo sguardo. Un viso di bambina che allatta porta con sé una contraddizione commovente“.

Cortocircuito emotivo

Inoltre, puntualizza la regista, “ciò nonostante, è stata l’immagine epifanica di una giovane suora che cullava uno dei loro figli che ha messo in moto il film: in quel momento ho realizzato tutta la potenza del cortocircuito emotivo di un mondo femminile chiuso, paradossale e affascinante in cui la maternità precoce delle ragazze convive con quella assente delle religiose. La scrittura ha seguito il desiderio di evocare la complessità e le contraddizioni di questo universo singolare”. Commenta l’Ansa: “E’ una storia di finzione, ma basata su una realtà vera, dolente”. In un hogar, una casa famiglia, gestito da religiose cattoliche italiane a Buenos Aires si intrecciano due mondi. Ragazzine incinte per inesperienza, povertà e brutte avventure vivono un passaggio che, invece di essere bello e fondante di una vita, è vissuto in maniera disturbata e infelice.

Patria potestà

“E le suore, che pure tanto fanno per aiutarle, non vivranno però mai la maternità e per questo motivo forse hanno dubbi e dolori- precisa l’Ansa-.In questo contesto dall'Italia arriva la bella suor Paola (l'attrice di origine ucraina Lidiya Liberman) che interagisce con Luciana (Augustina Malale, che in una struttura simile vive davvero) e Fatima (Denise Carrizo). Lu e Fa hanno un rapporto intenso; la prima però è insofferente, aggressiva, ribelle tanto da scappare dietro all'ennesimo hombre abbandonando la sua bimba (tra i pregi di “Maternal” una ricostruzione onesta del rapporto fra giovanissime violento e volgare), mentre Fa in attesa del secondogenito odia il primo nato”. Suor Paola diventa, quindi, una seconda mamma della bambina di Luciana e qui si apre un altro tema importante. “La suora superiora comprende il suo stato d'animo, nel film la regista sembra agire per sottrazione, pochissimi sono i dialoghi e la perdona perché ne vede l'amore non solo in Dio- chiosa l’Ansa- è probabile che anche lei o tutte le religiose abbiano desiderato un figlio. Tuttavia quando Lu torna piena di lividi, dimentica della parabola del Figliol prodigo che cita con le consorelle, non la accoglie più e demanda allo Stato la decisione se lasciarle la patria potestà. E qui Suor Paola farà la sua scelta”.

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