Un sistema socio-solidale attraverso un’economia non monetaria

In una società in cui si viaggia sempre a ritmi frenetici esiste un progetto che ha come scopo quello di rivalutare il tempo che dedichiamo agli altri, facendolo diventare quasi una moneta di scambio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04

Dalla sua fondazione nel 2006, la Banca del Tempo Momo di Bologna offre un servizio che ha lo scopo di creare un sistema socio-solidale attraverso un’economia non monetaria. Gli utenti offrono e ricevono servizi di diverso tipo usando come “moneta” il proprio tempo. Scopriamo di cosa si tratta e come poter entrare a far parte di questa meravigliosa comunità con l’aiuto della fondatrice Giusi Lumare e della tirocinante Serena Meli.

Cos’è una Banca del Tempo?

Il concetto di Banca del Tempo arriva in Italia negli anni ’80 a Sant’Arcangelo di Romagna per poi diffondersi nelle altre regioni del Paese, con l’obiettivo di amministrare il tempo al posto del denaro. Proprio per questo, gli utenti ricevono dei servizi che ripagheranno poi mettendo a disposizione il proprio tempo per gli altri. I servizi offerti sono di diversa natura e si suddividono in numerose categorie: lezioni, animali e piante, cura della persona, suonare e ascoltare, compagnia, lavori di burocrazia e ufficio, vestire e cucire, viaggiare, trasporto, turismo, cucina, leggere, parlare. Questa lista non è da intendere come unica e limitata, in quanto gli utenti possono proporre ulteriori servizi. A livello pratico, alcuni esempi sono la ripartizione di lezioni di matematica, l’aiuto in casa (come ad esempio durante un trasloco o per i lavori di giardinaggio), i massaggi per quanto riguarda la cura della persona e l’offrire compagnia ai più anziani.

Chi può partecipare?

Per potersi iscrivere alla Momo Banca del Tempo è necessario essere maggiorenni e non è previsto alcun limite massimo di età. Significa dunque che si tratta di un progetto inclusivo cui scopo non è il semplice scambio di attività, servizi e saperi, ma la creazione di una rete composta da utenti appartenenti a gruppi sociali differenti che si aiutano nel maggior numero di campi possibili e creano tra di loro dei legami. Non si devono necessariamente avere delle competenze o delle qualifiche specifiche perché il tempo di ogni utente acquista lo stesso valore. Si può inoltre partecipare al progetto per ottenere dei servizi fruibili dai propri famigliari come, ad esempio, l’assistenza per gli anziani o il servizio di babysitting per i bambini.

Come si accede al servizio?

Dopo aver effettuato un colloquio dove viene illustrato il progetto, l’utente inserisce i suoi dati personali nella piattaforma creata dalla Regione Emilia Romagna. Quest’ultima viene utilizzata per l’inserimento nel database dei servizi fruibili, per raccogliere le offerte di tutti gli utenti e per visualizzare il proprio estratto conto. Per rendere disponibile il servizio che si vuole offrire basterà effettuare il login nella piattaforma e inserire il proprio annuncio alla voce “offerte”. Se si è invece alla ricerca di un servizio, è sufficiente, attraverso l’apposita barra di ricerca, digitare la parola chiave desiderata e apparirà poi una lista che comprende tutti gli utenti disponibili ad offrire quel determinato servizio. Basterà poi mettersi direttamente in contatto con loro per accordarsi e concretizzare il tutto, senza la necessità di una mediazione da parte dell’associazione. Inoltre, nella piattaforma si può accedere al proprio estratto conto personale dove si visualizzano l’accumulo di tempo credito e tempo debito.

Che impatto ha avuto la pandemia sulla BdT?

Con l’arrivo del primo lockdown nel 2020 la BdT ha subìto un duro colpo in quanto si è temporaneamente bloccata. Inizialmente non sono state svolte attività online perché la situazione aveva letteralmente travolto le vite di tutti i partecipanti togliendo loro l’entusiasmo. Poi però, lentamente, le persone si sono abituate alla nuova condizione e hanno iniziato ad offrire alcuni servizi da remoto come, ad esempio, le ripetizioni per gli studenti e le lezioni di yoga. Ora che la situazione sembra essersi stabilizzata, gli scambi sono ripresi e sono più numerosi di quanto lo erano prima dello scoppio della pandemia. Probabilmente, trascorrere così tanto tempo in isolamento, ha fatto rivalutare l’importanza della partecipazione e dell’appartenenza alla comunità, ideale che sta alla base del progetto.

Momo Banca del Tempo è un chiaro esempio di come ogni individuo può offrire aiuto, conoscenze e il proprio tempo al prossimo. È una realtà alla quale può partecipare chiunque, compresi coloro che altrimenti non avrebbero le risorse finanziare per poter accedere ad un determinato servizio. Il progetto vuole avere un impatto positivo nella comunità in cui il tempo diventa il mezzo dello scambio e il motore della creazione di reti sociali sempre più ampie ed inclusive.

Beatrice Koci, tirocinante della cooperativa Volunteer in The World

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.