La carità come vaccino contro la pandemia sociale

Voci dalla prima linea contro il disagio. La testimonianza di come la pandemia aggrava le sofferenze dei più vulnerabili e le disuguaglianze sociali

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05

In Italia si registra un drammatico aumento della povertà a seguito della pandemia. Sull’emergenza sociale provocata dal Covid, Interris.it ha intervistato il diacono Lorenzo Cerquetella, direttore della Caritas diocesana di Macerata. Nel periodo maggio-settembre 2020,confrontato con gli stessi mesi del 2019, l’incidenza dei “nuovi poveri” per effetto dell’emergenza Covid passa dal 31% al 45%.Pandemia

Allarme nuove povertà

“Quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta“, documenta il Rapporto Povertà della Caritas. Aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori. Delle donne. Dei giovani. Dei nuclei di italiani che risultano in maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno). E delle persone in età lavorativa.

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Casa della carità. Fotografia di Marco Garofalo

Chi ha più bisogno

Tra le persone che chiedono aiuto alla Caritas si sono affacciati quest’anno, piagato dall’emergenza sanitaria, anche “tanti piccoli commercianti e lavoratori autonomi. Rispetto a questo fronte, le Caritas diocesane hanno erogato sostegni economici specifici. In 136 diocesi sono stati attivati fondi dedicati. Utili a sostenere le spese più urgenti. E cioè affitto degli immobili. Rate del mutuo. Utenze, Acquisti necessari alla ripartenza dell’attività.Pandemia

La pandemia come tsunami sociale

“Il nostro territorio vive pienamente la situazione di emergenza e i disagi vecchi e nuovi del Paese”, afferma Cerquetella a Interris.it. Il tasso dei cosiddetti “nuovi poveri” a causa della pandemia aumenta in Italia (nel corso dell’ultimo anno) di ben 14 punti percentuali. Per l’organismo caritativo della Chiesa italiana si profila “il tempo di una grave recessione economica. Che diventa terreno fertile per la nascita di nuove forme di povertà. Proprio come avvenuto dopo la crisi del 2008”.PandemiaL’emergenza generale straordinaria si somma a tante emergenze individuali ordinarie. Nella sua esperienza quotidiana, quali fasce di popolazione sono maggiormente colpite?

“La Caritas diocesana dispone di uno strumento adeguato per la rilevazione dei diversi disagi.  A fianco di utenti stranieri, non prevalenti, si registra un incremento notevole di famiglie italiane e di singoli, per lo più anziani. E di chi ha parso il lavoro a causa del lockdown“.Un milione di nuovi poveri in Italia a causa del coronavirus. È più difficile trovare risorse per l’assistenza in un quadro di generale impoverimento o la generosità collettiva aumenta di pari passo con la gravità della situazione?

“Nel periodo di lockdown, Caritas nazionale ha stanziato un cospicuo importo economico. Con il quale, localmente, si è riusciti a far fronte alle diverse emergenze. Nello specifico. Distribuzione di pacchi alimentarli. Acquisto di tablet per studenti. Pagamento di utenze. Assistenza ad un gruppo di circensi, con relativi animali, rimasto bloccato nel nostro territorio. Anche tanti privati non hanno fatto mancare la solidarietà. In termini di offerte in denaro”.PandemiaIl contrasto ai danni provocati dall’emergenza sanitaria può essere terreno di incontro e sinergia tra le diverse realtà assistenziali?

“La drammatica situazione passata ed odierna fa emergere la necessità di interventi. Coordinati tra le diverse realtà e associazioni assistenziali. In tal senso l’azione della Caritas diocesana è stata rivolta ad un’opera capillare. Per la sensibilizzazione dei servizi di tutti i comuni ricevuti in territorio diocesano”.PandemiaIn che modo la pandemia può essere l’occasione per rafforzare le reti di solidarietà a sostegno delle fasce più deboli della popolazione?

“In attuazione di quanto già detto, la Caritas diocesana sta realizzando un programma di formazione di giovani volontari parrocchiali. Affinché siano in grado di creare una rete di solidarietà”.

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Casa della carità. Fotografia di Marco Garofalo

All’interno della vostra realtà si sono attivate in pandemia forme di aiuto ai più bisognosi?

“Nel periodo di pandemia, pur con difficoltà, l’ufficio Caritas è rimasto sempre operativo. E aperto a tutte le necessità segnalate dagli organi diocesani e territoriali. La grave situazione di crisi economica ha posto in risalto la necessità di monitorare il fenomeno dell’ indebitamento. O della sovraesposizione debitoria. Un aspetto preoccupante che preclude al fenomeno dell’usura. In tale quadro la Caritas diocesana si è attivata organizzando specifici strumenti delicati. A iniziare da due sportelli antiusura”.

 

 

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