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Senza “oro blu” non c’è futuro. La mobilitazione CeVI

Non c’è futuro senza salvaguardia delle risorse idriche. Per l’Onu “l’acqua potabile e i servizi igienico-sanitari sono un diritto umano. Essenziale per il pieno godimento del diritto alla vita e di tutti gli altri diritti umani”. La Giornata Mondiale dell’Acqua (World Water Day) ricorre il 22 marzo di ogni anno. E’ stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1992. Per l’occasione gli enti della campagna “Blue Communities” promuovono diversi eventi sul territorio nazionale. Con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni mondiali e l’opinione pubblica sull’importanza di ridurre lo spreco di acqua. E di assumere comportamenti per contrastare il cambiamento climatico. Il progetto punta alla mobilitazione giovanile per il supporto alla creazione appunto di “Blue communities”. Intese come reti territoriali di attori. Ossia scuole, istituzioni, cittadini. Organizzazioni della società civile, gestori dell’acqua. Amministrazioni locali, operatori economici. Affinché insieme collaborano in modo attivo e responsabile per la riduzione dei consumi diretti e indiretti di acqua. Una risposta collettiva, quindi, all’aggravarsi della scarsità idrica dovuta al cambiamento climatico.

Foto: Unicef

Appello ai giovani

Un impegno individuale e sociale per dare concretezza allo sviluppo e al rafforzamento di un senso di appartenenza ad una comunità nella popolazione giovanile. A partire dall’impegno per coinvolgere attori che fanno parte delle comunità di riferimento dei beneficiari principali. Ossia a scuola e l’intera comunità educante (a partire dagli insegnanti ed educatori). E gli attori chiave coinvolti a livello territoriale nella gestione delle risorse idriche (enti locali, gestori dell’acqua, associazioni di categoria, enti del terzo settore). Oltreché la popolazione. Ciascuna categoria di beneficiari viene coinvolta in specifiche attività, strettamente connesse le une alle altre. Proprio grazie al ruolo di protagonisti nella promozione di “Blue communities” che i giovani assumono. Sia con i pari che sul proprio territorio. Affinché non solo si diffonda una maggiore consapevolezza dei consumi idrici diretti e indiretti. Ma si adottino anche comportamenti virtuosi e sostenibili concreti. Sia a livello individuale che collettivo.

Foto di Aaron Burden su Unsplash

Salvaguardia del futuro

Il CeVI è un’organizzazione della società civile nata nel 1984. Ha lo scopo di operare per la promozione umana. Per relazioni internazionali più giuste. E per uno sviluppo globale sostenibile, equo e rispettoso delle differenze. La sua attività si svolge nei settori dell’educazione, della sensibilizzazione e della cooperazione internazionale. “Fin dal nome, Centro di Volontariato Internazionale (CeVI ODV), si è deciso di puntare sull’associazionismo e sul volontariato. Per costruire una partecipazione responsabile, gratuita e accessibile a tutti. E e sulla cooperazione, come un’occasione d’incontro e di scambio reciproco di conoscenze e valori“, spiegano gli operatori umanitari. Nel tempo il CeVI è cresciuto, e così anche le sue attività. Dai progetti per il sud del mondo a quelli di educazione alla cittadinanza globale e di formazione. “Tutto questo cercando sempre di fare esperienze condivise. Favorendo coordinamenti e iniziative di cooperazione decentrata che coinvolgano le comunità e le rendano protagoniste – evidenziano i volontari-. Un cammino affascinante per le sfide che continuamente presenta e che, proponendo di esserci e di vivere pienamente, risponde al più profondo bisogno di senso dell’esistenza“.

Foto di musiking da Pixabay

Difesa dell’acqua

Marco Iob (CeVI) è il coordinatore del nuovo Progetto “Blue Communities- Giovani promotori di comunità a difesa dell’acqua”. E sottolinea come la Giornata mondiale dell’acqua sia ormai una “ricorrenza importante”. Per “unirsi in un impegno collettivo al fine di tutelare questa preziosa risorsa a favore di tutte le generazioni future. Perché l’acqua rappresenta la vita ed è un nostro dovere proteggerla”. Il progetto “Blue Communities” è coordinato dal CeVI, Centro di Volontariato Internazionale. E cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo. L’iniziativa si rivolge ai giovani dai 14 ai 30 anni nelle regioni del Piemonte, Veneto. Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna. Toscana, Lazio, Sicilia. Numerosi i partner del progetto: Acquifera APS, AWorld società benefit. Cittadinanzattiva APS. Coordinamento Agenda 21 locali italiane CA21L. Fondazione La Locomotiva onlus, Gruppo Missioni Africa GMA. H4O Help for Optimism, Navdanya International. People Help the People APS. Solidarietà e Cooperazione CIPSI, DPIA dell’Università di Udine.

Foto di Anne Nygård su Unsplash

Risorse per il futuro

“Cara” acqua, Una risorsa da risparmiare e tutelare, è il titolo dell’evento nazionale online che si è svolto martedì’ scorso. Sono stati presentati i risultati della consultazione civica su conoscenza, percezioni e comportamenti di consumo dell’acqua. E il rapporto annuale sul servizio idrico integrato (19° edizione). Alla consultazione civica hanno partecipato oltre 3.300 cittadini. Tra i relatori sono intervenuti Lorenzo Bardelli, direttore divisione ambiente di Arera e Nicolao Bonini, direttore del Laboratorio di Neuroscienze del Consumatore (NCLab) all’Università di Trento. La deputata Chiara Braga della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici e  Filippo Brandolini, presidente Utilitalia. Vannia Gava, viceministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica. Enrico Giovannini, co-fondatore e direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile. Luca Lucentini, direttore del reparto di qualità dell’acqua e salute dell’Istituto Superiore di Sanità. Eleonora Meloni, assessore all’Ambiente del Comune di Udine. E Pablo Sanchez, European Public Service Union. Ha concluso l’incontro Marco Iob del CeVI –Centro di Volontariato Internazionale, capofila del progetto “Blue communities”.

Foto di Qui Nguyen Khac da Pixabay

Programma

Nelle iniziative in programma viene affrontata la questione dell’acqua partendo dai fenomeni della siccità. Delle precipitazioni intense e delle esondazioni per arrivare ai metodi naturali di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici. In particolare a Udine viene illustrato il percorso Filiera EDU Acqua. Il progetto di “peer education” verticale sul tema della risorsa acqua ha visti impegnati gli studenti dell’ITI Malignani nel percorso PTCO presso il Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura. Il Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali. E il Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società dell’Università degli studi di Udine. Lo scopo è esplorare e indagare le modalità di gestione dell’oro blu. Informando sulle norme di legge. E comunicando i dati scientifici aggiornati.

 

 

 

Giacomo Galeazzi

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