MARTEDÌ 21 NOVEMBRE 2017, 00:02, IN TERRIS

La vera "dolce morte"

MASSIMO GANDOLFINI
fine vita
fine vita
S

e vogliamo mantenere ben saldo il principio che le parole hanno un senso, il tentativo di interpretare il recente discorso del Santo Padre, in occasione del Meeting Regionale Europeo della W.M.A., a favore di un’apertura a derive eutanasiche è un classico esempio di strumentalizzazione faziosa.

Volendo ricercare una sintesi, il concetto centrale dell’intervento, può essere trovato in questa frase: “.. possiamo e dobbiamo sempre prenderci cura: senza abbreviare noi stessi la vita, ma anche senza accanirci inutilmente contro la sua morte. In questa linea si muove la medicina palliativa”. Una riga o poco più in cui è affrontato e risolto nelle linee essenziali l’intero dilemma bioetico del cosiddetto “fine vita”. Accanimento terapeutico ed eutanasia sono due facce di una stessa medaglia, che va rigettata come moneta falsa in quanto manipolazione della dignità della vita umana.

Relazione di cura, medico e paziente, e medicina palliativa le direttrici di un comportamento umano, solidale, virtuoso, onesto che coniuga l’incontro di due esigenze: il bisogno di cura proprio del malato e l’offerta di competenza professionale ed umana in capo al medico. Si tratta di intraprendere la via del rispetto di due coscienze e delle scelte che ne derivano: la coscienza di chi chiede di decidere liberamente le cure cui sottoporsi o meno, e la coscienza del medico il cui “dovere deontologico” è e rimane “la tutela della vita, della salute fisica e psichica dell’Uomo, il trattamento del dolore ed il sollievo della sofferenza” (art.3 Codice Deontologia Medica).

Nel suo discorso il Papa non nasconde che si tratta di un percorso tutt’altro che facile, dato che all’enunciazione abbastanza semplice del principio si accompagna una elencazione quasi infinita di singoli casi, che andranno affrontati specificamente, dato che “i fattori che entrano in gioco sono spesso difficili da valutare”. Questa è la ragione per la quale ci viene indicata una sorta di via maestra da non dimenticare mai: la “prossimità responsabile”, con “l’imperativo categorico di non abbandonare mai il malato”, ed un riferimento evangelico ben preciso nella figura del Samaritano.

Or dunque, analizzando con onestà le parole del Santo Padre è impossibile trovare sia una discontinuità con il magistero dei suoi predecessori, sia un’apertura alle istanze eutanasiche. Il fatto poi che il mondo cosiddetto laico abbia esultato al “nuovo corso” non è che una dimostrazione in più di quanto pregiudizio ideologico vi sia sui temi delicati della vita, all’inizio, nel suo scorrere ed alla fine.

Certamente va accolto l’appello al clima di “reciproco ascolto e accoglienza”, non nascondendoci che mentre è scontato ormai da anni (per la precisione dal 1993) che il consenso informato al trattamento sanitario è prassi medica doverosa, che ha le sue radici nello stesso articolo 32 della Costituzione (quanti di noi abbiamo firmato o rifiutato trattamenti proposti!), è assai meno scontato che una disposizione anticipata di trattamento – scritta “ora per allora”, cioè anni prima e necessariamente generica e non attuale – corrisponda veramente alla volontà del malato quando la patologia è in atto.

Non se ne esce, o meglio c’è una sola via d’uscita che rispetti veramente tutte le istanze in gioco - vita, dignità e libertà del malato, professionalità e coscienza del medico -che il Codice deontologico sintetizza senza equivoci in tre righe: “Il medico tiene conto delle dichiarazioni anticipate in forma scritta… verifica la loro congruenza logica e clinica con la condizione in atto ed ispira la propria condotta al rispetto della dignità e della qualità di vita del paziente” (art.38).

Mi permetto una chiosa finale. Noi medici dovremmo eleggere Santa Teresa di Calcutta nostra patrona morale: ha curato migliaia e migliaia di malati, non si è accanita verso alcuno e non ha mai invocato eutanasia, garantendo a tutti la vera “dolce morte naturale”, attesa insieme fino all’ultimo respiro.

Massimo Gandolfini - Neurochirurgo e Psichiatra

Spazio al lettore: per commentare questo articolo scrivi a direttore@interris.it

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Facebook Twitter Google + Scrivici Scrivici
Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 

Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
Dorothea Wierer
COPPA DEL MONDO

Biathlon, trionfo per Dorothea Wierer

L'altoatesina conquista la Coppa generale, è la prima in assoluto per l'Italia. Lisa Vittozzi (2a) completa il...
La Viking Sky in balia delle onde
NORVEGIA

La Viking Sky attracca a Molde

Incubo finito: tutti in salvo i 1300 passeggeri, 460 evacuati con gli elicotteri
Xi Jinping
LA VISITA

Xi a Palermo, un'eredità reciproca

Il presidente cinese vola nel Principato di Monaco dopo una giornata intensa in Sicilia: "Aumenteranno i turisti...
Il piatto finito
LA RICETTA DEL WEEKEND

Pennette panna e gamberetti: giocare facile a tavola

Bastano pochi ingredienti per realizzare un piatto da consumare da soli o in famiglia
Rafi Eitan
ISRAELE

Addio a Rafi Eitan, catturò Eichmann

La leggenda del Mossad si è spenta a 92 anni. Pose fine alla latitanza dell'ex SS
Italia-Finlandia 2-0. L'esultanza degli Azzurri dopo la rete di Barella
EURO 2020 | QUALIFICAZIONI

La giovane Italia parte forte: Barella-Kean, Finlandia k.o.

Gli Azzurri s'impongono 2-0 alla Dacia Arena. Qualcosa da sistemare ma la strada è giusta. Esordio per Zaniolo