DOMENICA 03 MARZO 2019, 00:02, IN TERRIS

Vietato sparlare...

FRA EMILIANO ANTENUCCI
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Sparlare
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apa Francesco tra i bellissimi discorsi che fa nel suo magistero insegna a “non sparlare degli altri”. Frase che il Santo Padre ha scritto, autografandola, dietro l'originale della Vergine del Silenzio. Salvo Noè, nel suo libro "Vietato lamentarsi" scrive: “Perché ci lamentiamo? Perché siamo abituati a farlo, perché siamo insoddisfatti nella vita e perché è un meccanismo efficace per manipolare gli altri”.

Quando diventiamo “criticoni” sporchiamo il mondo e l'immagine bella di Dio che c'è in ogni persona. Giudicandole togliamo, infatti, loro il volto della Bellezza di Dio, facendogli indossare quella della bruttezza del male. E, guardandoci allo specchio, ci accorgeremo di quanto noi stessi siamo "brutti" per aver "ucciso" con la lingua un nostro fratello. E quando il Signore, come fece con Caino, ci chiederà "dov'è tuo fratello?", la nostra risposta potrà essere la rabbia o la confessione, per ottenere, per noi stessi e per chi abbiamo offeso, perdono e misericordia. Chi non ti conosce in profondità, ti giudica, invece chi ti conosce sul serio, ti ama e al massimo ti corregge, cioè “regge insieme a te” il tuo errore e il tuo peccato.

Perché giudichiamo con severità? Per mancanza di umanità e per ignoranza dell'altro, per assenza di rispetto, perché ci sentiamo superiori e “giusti” nel dire chi è buono e chi è cattivo. La storia di Caino e Abele non ha un “happy end”, ma un risvolto non umano e non evangelico. Perché Caino ammazza Abele? Per invidia, “sorella stretta” della rabbia, dell'ira e della superbia: madre di tutti i vizi.

Alla fine della vita il Signore non ci chiederà se siamo stati credenti, se abbiamo fatto tante opere e cose buone, o aiutato tante gente, ma se siamo stati credibili, cioè testimoni della Luce e dell'Amore e ci domanderà quanto amore abbiamo messo nelle cose che abbiamo fatto. I “like” di Dio saranno sull'intensità di come abbiamo amato e se abbiamo fatto le cose per la Sua gloria e non per la nostra. Quanta invidia nella società, nel mondo del lavoro e della scuola, dentro la Chiesa e tra le persone.

Gli antidoti e le medicine contro lo sparlare degli altri sono: la preghiera, il perdono, il non guardare gli altri, ma se stessi. Dobbiamo guardare “la trave nel nostro occhio e non la pagliuzza in quello degli altri”. Altri rimedi sono: la misericordia, il dialogo, la relazione vera e autentica. Il mondo non è salvato dalla politica, dall'economia, dai grandi della terra, dalle conferenze e dalle prediche, ma dalle nostre relazioni con le persone che devono essere profonde, sagge e belle, capaci di far crescere umanamente e spiritualmente.

Bisogna essere molto discreti e prudenti, avere un senso di giustizia nei rapporti (non fare preferenza di persone, ma le uniche preferenze sono i piccoli, i poveri, i malati e gli ultimi). Non dobbiamo fare l'investigatore privato di nessuno, ma ascoltare e accogliere con tanta pazienza e perdono, guardando Gesù paziente e misericordioso sulla croce.

Che cosa fanno nelle mondo le formiche? Che cosa fanno nel mondo le api? Che cosa fanno nel mondo le farfalle? Nessuno lo sa, perché sono piccoli esseri e che non li vediamo. Eppure le formiche, secondo la leggenda possono portare 3 volte il loro peso, ma vedendo un documentario su di loro ho scoperto che possono portare dalle 200 alle 300 il loro peso. Le formiche lavorano in silenzio notte e giorno per la costruzione del formicaio e sorreggono il mondo. Come si fa a criticarle? Oppure le api, c'è una perfezione e un'architettura naturale meravigliosa e straordinaria, pensiamo a tutti i loro prodotti. Come si fa a giudicare le api? Pensiamo alle farfalle, se le togliamo dal mondo togliamo la bellezza che deriva dalla loro leggerezza e libertà. Ci sono tante persone che sono come formiche, api e farfalle. Dio solo conosce il cuore dell'uomo e le sue azioni, l'uomo guarda l'apparenza che molte volte inganna, illude, fa mettere un marchio ad una persona senza neppure la conosciamo. Il pettegolezzo, la mormorazione e lo sparlare degli altri ci danno la tristezza nel cuore e nel volto. Un proverbio ebraico dice: “La tristezza chiude le porte del cielo, la preghiera le apre, la gioia le abbatte”, dobbiamo sentirci amati da Dio continuamente questo è il segreto per vivere.

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