Carnevale choc: bimba vestita da squillo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:04

Prosegue la serie di maschere discutibili pensate in occasione del Carnevale. Nel Napoletano i genitori di una bambina hanno pensato bene di far indossare alla figlia gli abiti di una prostituta, postando poi le relative foto sui social network.

La polemica

Una trovata che ha scatenato le polemiche, sia per la mise scelta per la minorenne, sia per la pubblicazione online, ambiente non proprio sicuro per più piccoli. Il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli ha parlato di “scelta di pessimo gusto e assolutamente diseducativa. Si è perso il senso della misura e del rispetto per i bambini”. Nel Napoletano, ha aggiunto, “il Carnevale sta diventando l'occasione per alcuni genitori di vestire i propri figli in modo estremamente discutibile. Dopo il bambino travestito da ebreo deportato, atto giustificato dalla madre come una innocente goliardata, a suscitare nuove polemiche è la bambina vestita da prostituta di cui i genitori hanno postato con orgoglio le foto su Instagram. La responsabilità di questa vergogna è dei genitori che troppo spesso ormai mettono in ridicolo i propri figli e sembrano usarli come giocattoli perdendo ogni senso della misura e del rispetto per la loro tenera età”.

Il precedente

Come ricordato da Borrelli, nei giorni scorsi aveva fatto discutere la maschera da piccolo deportato di un altro bambino. Nella foto postata il minore appariva con la testa rasata e il “pigiama a righe” degli internati dei lager con tanto di numero di riconoscimento. La brava era stata denunciata dallo stesso Borrelli e dal conduttore radiofonico Gianni Simioli. La mamma del piccolo ha però replicato alle polemiche, difendendo la sua scelta e invitando i critici a “farsi una risata” perché “fa bene al cuore e non costa niente”. 

 

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.