SABATO 09 FEBBRAIO 2019, 13:28, IN TERRIS


MIGRANTI

"La Germania avrà ancora un ruolo nella Missione Sophia"

L'ambasciatore tedesco a Roma tende la mano: "Con l'Italia c'è concordanza"

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Nave della marina militare tedesca nel Mediterraneo
Nave della marina militare tedesca nel Mediterraneo
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a Germania è apertissima a continuare a cooperare pienamente con l'obiettivo di una maggiore sicurezza e una minore criminalità nel Mediterraneo. Per quello che riguarda la Missione Sophia, si sta lavorando adesso alle nuove regole d'ingaggio. Su questo è in corso un dialogo con tutti i partner che partecipano all'operazione". Lo dice l'ambasciatore tedesco a Roma, Viktor Elbling, in un'intervista all'Agi, precisando che Berlino "continuerà ad avere un ruolo attivo nella missione".


Italia e Germania alleate sul tema dei migranti

Eibling ha sottolineato che tra Italia e Germania "c'è una grande concordanza" sul tema dei migranti. "Ambedue - ha detto - pensiamo che vi sia bisogno di una soluzione solidale, europea, che funzioni per tutti i Paesi Ue. Anche in Germania siamo convinti che si debba trovare una soluzione comune per i Paesi di primo approdo". Per il diplomatico, "la situazione che abbiamo adesso non è sostenibile, dobbiamo trovare una risposta europea. Per quello che ci riguarda, anche sulle navi che hanno prestato soccorso ai migranti nel Mediterraneo ci siamo dimostrati molto solidali, come nel caso Sea Watch, quando abbiamo accettato di accogliere alcuni dei migranti. Una posizione riconosciuta anche dalle autorità italiane".


Il ritiro di Berlino dalla Missione Sophia

Due settimane fa il governo tedesco aveva deciso di ritirarsi dalla missione Sophia per il controllo del Mediterraneo, in polemica con la linea dell'esecutivo italiano sulla chiusura dei porti. Sono dunque distensive le parole dell'ambasciatore tedesco a Roma, dopo che il 23 gennaio scorso il ministro della Difesa di Berlino, Ursula von der Leyen, aveva puntato l'indice verso l'Italia: "Il comando italiano ha spedito la Marina tedesca da quasi un anno negli angoli più remoti del Mediterraneo. Dato che là non ci sono rotte di profughi nè tratte nascoste, da almeno sei mesi noi non abbiamo avuto un compito sensato nel Mediterraneo". La von der Leyen aveva allora aggiunto che "per noi ora è importante che a Bruxelles si chiarisca quale sia il compito della missione".

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