Scritte blasfeme sulla chiesetta rurale di Alessano: sfregiato un patrimonio salentino

Scritte e immagini volgari fatte con vernice spray, dura la condanna del vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca mons. Vito Angiuli: "Sgomento fra i cittadini"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 4:03

Scritte blasfeme fatte con vernice spray sulla chiesetta rurale di Alessano, situata nella frazione di Montesardo, nella provincia di Lecce. Alcuni sconosciuti, durante la notte, hanno utilizzato probabilmente delle bombolette per insozzare le pareti della piccola ma preziosa chiesa storica, risalente al XVI secolo e gioiello dell’insediamento rupestre lungo la provinciale 210, tra Alessano e Marina di Novaglie. A denunciare l’accaduto sarebbero stati alcuni residenti della zona, i quali hanno allertato le autorità della presenza delle scritte blasfeme e immagini volgari sulla facciata della chiesetta.

La condanna del vescovo

Un danno grave non solo alla storicità del luogo, preziosa testimonianza del passato di queste terre, ma anche uno sfregio alla sacralità che la chiesa rappresenta. L’ennesimo atto di vandalismo nei confronti di un luogo di culto, che ha destato sconcerto e sdegno fra gli abitanti di Alessano e anche in “tanti cittadini dei paesi vicini e turisti di passaggio”, come spiegato dal vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca mons. Vito Angiuli, citato da Piazzasalento.it. Il presule ha spiegato che “questi atti continui di vandalismo e profanazione contro luoghi di culto e oggetti di devozione che destano sgomento nella Comunità diocesana e su tutto il territorio, perché danneggiano sia la fede e la devozione di tante persone, così come il patrimonio religioso della Chiesa, sia la tradizione storica, culturale e artistica”.

I vandali di Alessano

Secondo quanto emerso fin qui, gli stessi vandali avrebbero poi preso di mira anche un altro bene del luogo, un muro di tufi presente ad Alessano, in Via Cappuccini, giusto di fronte a una villetta che costeggia il Convento dei frati. La segnalazione dell’atto vandalico è arrivata alla Soprintendenza, ai carabinieri e anche al sindaco di Alessano. Ignoti, per il momento, gli autori del deprecabile gesto, sfregio gratuito e blasfemo.

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