Contro i furti sacrileghi proteggiamo l’Eucarestia

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Oggi il sacro e il diabolico mostrano tutta l’inconciliabilità delle loro nature costitutive. I fedeli di Dio celebrano la ricorrenza del Sacro Cuore di Gesù, i seguaci del maligno festeggiano il solstizio d’estate che per loro equivale ad una pietra miliare del calendario satanico. Quando oltre due decenni fa costituimmo con don Oreste Benzi il numero verde anti-sette (800228866) ci rendemmo subito conto che, in coincidenza con alcune date simboliche come il periodo dedicato ad Halloween e al solstizio d’estate, aumentavano le segnalazioni di vessazioni, profanazioni e violenze rituali. Non ci sorprende, quindi, ricevere indicazioni di un fenomeno sacrilego che incredibilmente trae vantaggio persino dalle misure precauzionali imposte dal coronavirus. In molti santuari, parrocchie e luoghi di spiritualità si assiste ad una escalation di furti di ostie, persino durante la comunione che deve necessariamente essere data in mano e consumata all’istante davanti al sacerdote da persone coperte da mascherine.

Si stanno verificando, in tutta Italia, casi di pseudo credenti che fingono di ingerire l’ostia consacrata, mentre la conservano in tasca così come è espressamente proibito dalle leggi canoniche. Violare la sacralità dell’Ostia comporta ipso facto la scomunica in quanto costituisce un delitto che non può essere neppur assolto dal confessore ordinario. E’ molto più di un sospetto: quelle sacre particole vengono utilizzate anche per rituali satanici e messe nere, soprattutto nel periodo del solstizio d’estate. La principale motivazione di queste condotte sacrileghe è l’invincibile odio per il dono più grande che Dio ci ha fatto: la presenza reale del Salvatore Gesù nell’Eucarestia. I padri della Chiesa ci insegnano da duemila anni che il maligno non vuole che alcuna anima possa salvarsi, quindi disprezzare l’Ostia consacrata ha la stessa funzione di violare un innocente perché la purezza del sacrificio di Cristo è quanto di più insopportabile possa esistere per satana. Ci rendiamo conto di quanto sia difficile per molti fratelli sacerdoti vigilare sulla corretta condotta di tutti coloro che partecipano al banchetto eucaristico, però è una preghiera che ci sentiamo di poter rivolgere a ogni ministro dell’Eucarestia a partire dalle gerarchie ecclesiastiche: abbiate un supplemento di cura per il tesoro più prezioso contenuto nelle nostre chiese.

Un anziano teologo non si stancava mai di ripetere che il patrimonio inestimabile dei nostri edifici di culto non è costituito dai capolavori artistici o dalle architetture maestose bensì da quell’umile memoria liturgica lasciata in eredità dall’ultima cena. E’ decisivo in questo tempo cosi difficile che almeno un po’ della sorveglianza che nei nostri sacrari viene riservata ad affreschi e quadri sia destinata anche al tabernacolo e ai vasi sacri dell’altare affinché, prima e durante la celebrazioni l’Eucarestia, venga custodito e protetto lo scrigno più prezioso della nostra fede.

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