Dinosauri, un mistero di 118 milioni di anni fa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 3:25

La Terra, 65 milioni di anni fa (nel tardo periodo cretaceo), visse un momento di vera e propria crisi, tanto che tutti gli animali più pesanti di 10 chilogrammi sparirono. Era carnivoro, di piccole dimensioni, ricoperto di piume e viveva circa 118 milioni di anni fa, nel Cretaceo inferiore. È il primo esempio di dinosauro piumato venuto dal freddo. I resti fossili delle sue piume, riferisce l’Ansa, sono stati rinvenuti nei sedimenti di un antico lago gelato nel sud dell'Australia, vicino la città di Koonwarra a circa 144 chilometri a sud-est di Melbourne, in un territorio che un tempo era unito all'Antartide. La scoperta, in corso di pubblicazione sulla rivista Gondwana Research, è del gruppo dell'Università svedese di Uppsala, coordinato da Benjamin Kear, in collaborazione con il museo australiano di Melbourne. I paleontologi hanno ritrovato dieci piume in ottimo stato di conservazione, alcune di dinosauro altre di uccelli preistorici. Le piume non sono associate a ossa e non è stato possibile al momento risalire alla specie di appartenenza. Per gli esperti, gli animali le avrebbero perse e poi il vento le avrebbe sospinte fino a un antico lago, dove si sarebbero poi depositate sul fondale, conservandosi. “È la prima prova diretta che dimostra che i dinosauri utilizzavano le piume per sopravvivere in habitat estremi come quello polare”, spiega Kear all’Ansa. Le piume fossili sono state analizzate con tecniche di microscopia e spettroscopiche, che hanno permesso di osservare anche strutture cellulari con pigmenti colorati, i melanosomi. Segno, per gli esperti, che oltre a proteggere i dinosauri dal freddo, dovevano conferire loro anche una colorazione scura, la cui presenza avrebbe però reso difficile all'animale mimetizzarsi da altri predatori. Per svelare il mistero, i paleontologi continueranno adesso gli scavi, a caccia stavolta di ossa fossili.

La simulazione della Nasa

I dinosauri vissero su un lato della galassia diverso rispetto agli esseri umani. “La simulazione di un'esperta di archeologia galattica della Nasa, Jessie Christiansen, dimostra che all'epoca in cui i grandi rettili dominarono la Terra, il Sistema Solare, nella sua rotazione intorno al centro della Via Lattea, era in una posizione diversa da quella attuale”, evidenzia l’Ansa. Per la scienziata Christiansen, l'animazione mostra quanto a lungo è durato il dominio dei dinosauri sulla Terra e quanto breve è, in paragone, la storia degli esseri umani sul pianeta. “Il sole impiega circa 230 milioni di anni a compiere un giro completo attorno al centro della Via Lattea, viaggiando a una velocità di circa 200 chilometri al secondo”, dice all’Ansa Laura Magrini, astronoma dell'Osservatorio di Arcetri (Firenze) dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). “Studiando la sua orbita e quella delle stelle vicine, ad esempio con la missione Gaia dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), che ha catalogato circa due miliardi di stelle della nostra galassia, è possibile capire in quale posizione si trovava la Terra in passato”, aggiunge. In questo suo peregrinare galattico, il Sole ha attraversato anche i due bracci della Via Lattea: Perseo e Centauro. “Sono zone di alta densità stellare, nelle quali il Sole e le stelle intorno rallentano e possono anche fermarsi, come delle macchine che in autostrada si mettono in coda dietro un tir”, precisa all’Ansa l'astronoma dell'Inaf. Questo affollamento stellare, chiarisce Magrini, “può provocare anche collisioni, e portare alla nascita di nuove stelle. Gli attraversamenti dei due bracci da parte del Sole sono avvenuti al termine del Giurassico e del Cretaceo, in concomitanza con grandi estinzioni di massa sulla Terra. Non c'è alcuna prova che esista un collegamento tra questi eventi, ma si tratta di una curiosa suggestione”.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.