Vessano anziano disabile: 18 arresti, 8 sono minori

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:24

Nuovo caso “Stano”. Con l'accusa di estorsione, furto, rapina e atti persecutori contro un 61enne di Sava (Taranto) affetto da disagi psichici, i carabinieri hanno arrestato 18 giovani, 8 dei quali minorenni, e notificato 2 ordinanze di divieto di avvicinamento: la baby gang avrebbe vessato il pensionato disabile per divertimento e per estorcergli del denaro. L'operazione presenta teribili analogie col caso di Antonio Cosimo Stano, il 66enne di Manduria affetto da disagi psichici morto il 23 aprile scorso dopo aver subito aggressioni e angherie da più gruppi di giovani che poi condividevano le loro scorribande su whastapp.

Emarginazione sociale

I militari della compagnia carabinieri di Manduria , coadiuvati da personale proveniente da diverse articolazioni del Comando Provinciale di Taranto, hanno avviato l'operazione denominata “Bad Boys” oggi alle prime ore del mattino. L’indagine condotta dalla Stazione Carabinieri di Sava ha messo in luce una situazione di emarginazione, la cui vittima, un 61enne pensionato ed affetto da disagi psichici, veniva fatto oggetto di continue richieste estorsive da parte di giovani del luogo. I ragazzi, tutti di Sava come la vittima – spiega la nota dei carabinieri – sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di “estorsione continuata in concorso, furto aggravato, rapina, detenzione e porto illegale di arma da sparo, atti persecutori”. I provvedimenti – di cui 12 spiccati a carico di soggetti maggiorenni (5 in carcere, 5 agli arresti domiciliari, 2 destinatari di divieto di avvicinamento alla persona offesa) ed 8 nei confronti di minorenni (3 associati presso Istituti di Pena Minorile e 5 collocati in Comunità di recupero) – sono stati emessi dai G.I.P del Tribunale Ordinario di Taranto e del Tribunale dei Minori del medesimo capoluogo, su richiesta delle rispettive Procure.

 

 

 

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.