Mafia: 31 milioni di euro confiscati ad un imprenditore

Indagini in corso su Guglielmino, titolare 12 supermercati della catena "G.M"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:13
imprenditore
Banconote sequestrate

Beni per 31 milioni di euro sono stati confiscati dalla Polizia di Catania all’imprenditore Michele Guglielmino, ritenuto vicino alla cosca Cappello, operante nel settore della grande distribuzione di generi alimentari. La Polizia ha emesso il provvedimento, eseguito dalla divisione anticrimine e dalla squadra mobile, su proposta del questore e su richiesta della Procura distrettuale.

Le indagini in corso

Riguarda 12 supermercati della catena “G.M.”. Inoltre un distributore di carburanti, sette immobili tra terreni e fabbricati. Si aggiungono cinque veicoli e numerosi conti correnti e rapporti finanziari intestati ai familiari, ma per l’accusa tutti riconducibili all’interessato. Il Tribunale ha disposto per Guglielmino anche la sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza per tre anni. Le indagini patrimoniali hanno documentato “la sproporzione – scrivono gli investigatori – tra i redditi formalmente dichiarati ed i beni immobili, mobili registrati e le società acquisite e realizzate dallo stesso. Di queste aveva la disponibilità diretta e indiretta, anche attraverso l’interposizione di soggetti terzi a lui riconducibili”.  Il decreto di confisca è stata già impugnato dalla difesa di Guglielmino.

Chi è Michele Gugliemino

Indicato come “attivo nel traffico degli stupefacenti”. L‘imprenditore è indicato come “vicino al clan Cappello per contesto familiare e ambientale di riferimento e dalle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia”. Per la Dda si è “distinto nella capacità di inserirsi nel mercato della grande distribuzione di generi alimentari. Avrebbe reimpiegato il denaro, provento delle attività illecite, nell’acquisto di beni e nella costituzione di numerosi supermercati. In particolare attività commerciali intestate ai familiari”.

I precedenti dell’imprenditore

La Questura lo definisce “molto vicino ad Angelo Cacisi, elemento di vertice del clan Cappello, al quale ne aveva anche favorito la latitanza”. La polizia di Catania e Enna aveva già arrestato Guglielmino in diverse operazioni antidroga. Inoltre le forze dell’ordine del capoluogo etneo avevano già confiscato parte dei beni nel 2018.

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