Libia: 10 migranti muoiono in mare, 90 i superstiti

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Ad un anno esatto dalla tragedia del 3 ottobre 2013, dove persero la vita 368 persone nelle acque a largo di Lampedusa, un altro naufragio uccide 10 migranti africani in Libia. A renderlo noto è l’Afp citando la guardia costiera libica che ha tratto in salvo circa 90 persone, precisando che sull’imbarcazione erano tra i 170 e le 180 migranti e, a quanto dicono i testimoni, una decina di loro risultano ancora dispersi e per ora, tra le vittime, sono state accertate due donne.

La tragedia si è consumata a circa 3 miglia dalle coste al largo della località di Guarabouli, a 60 chilometri ad est di Tripoli. I sopravvissuti sono apparsi da subito visibilmente stremati e disidratati. La disperazione è spesso la causa scatenante che porta le popolazioni africane a salire su questi “maledetti” barconi.

La difficoltà di controllo sulle coste e l’evidente cambio di politica dai tempi di Gheddafi hanno lasciato campo libero agli scafisti che hanno moltiplicato le partenze nelle ultime settimane. Secondo L’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), più di 2.200 persone, da giugno, sono morte nel tentativo di attraversare il Mar Mediterraneo. Dal primo gennaio sono arrivate in Europa via mare circa 130.000 ovvero più del doppio che durante tutto il 2013.

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