La Spagna apre i porti nelle Baleari, Open Arms vuole sbarcare a Lampedusa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:43

Mentre il no del ministro dell’Interno alla sbarco dei migranti della Open Arms rimane inalterato, qualcosa si comincia a muovere intorno alla nave dell’ong ProActiva e ai 107 disperati a bordo in cerca di un posto sicuro. Il governo spagnolo ha offerto prima il porto di Algeciras, in Andalusia, poi la scelta tra quello di Palma di Maiorca o Minorca. L’associazione umanitaria avrebbe opposto un rifiuto netto, avvertendo che che i migranti vanno sbarcati subito, ma non definitivo. Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli si è detto disponibile a far scortare fino in Spagna l’imbarcazione della Open Arms dalle navi della Guardia costiera per accompagnarla nelle Baleari e a questo punto l’ong potrebbe acconsentire se i migranti venissero trasbordati su un’altra nave più attrezzata e in condizioni migliori per la traversata. Oggi 27 minori non accompagnati scesi sabato 17 agosto a Lampedusa, lasceranno l’isola per raggiungere Porto Empedocle, nell’agrigentino, e da lì trasferiti nei centri di accoglienza. Intanto anche il medico di Lampedusa Francesco Cascio chiede che i migranti vengano fatti sbarcare: “Spero che li facciano scendere al più presto. Saranno stanchi, esauriti e depressi”.

Un porto sicuro (ma lontano)

Fino a ieri anche la Spagna usava il pugno duro con Open Arms. Come reazione, pare, alla politica dei “porti chiusi” di Salvini. Lo stato iberico già monitora con la propria guardia costiere le rotte dell’immigrazione nel Mediterraneo occidentale, sostiene di aver sbarcato in un anno cinque volte i migranti accolti in Italia (secondo il presidente Pedro Sanchez si tratta di 15mila persone). E lamenta che il discorso di redistribuzione tra Stati membri dell’Unione europea non si è mai fatto nei suoi confronti come per l’Italia. Ma adesso, di fronte a quella Sanchez definisce “l’inconcepibilità delle risposte delle autorità italiane e del ministro Salvini”, la Spagna offre una soluzione. La prima è il porto di Algeciras, in Andalusia. Offerta rispedita al mittente dalla nave umanitaria. Troppi giorni di navigazione – cinque o sei – in una situazione al limite, con tensioni a bordo che possono deflagrare da un momento all’altro dopo 18 giorni a bordo. Così ecco la seconda, doppia, opzione delle Baleari: Palma di Maiorca o Minorca. La ong continua a chiedere di sbarcare a Lampedusa, ad appena 800 metri di distanza: “Non possiamo garantire la sicurezza a bordo. Se accadrà il peggio, sarà responsabilità dell’Italia e dell’Europa” twitta Open Arms. Ma potrebbe acconsentire alla proposta del ministro italiano Toninelli che metterebbe di supporto alla navigazione della ProActiva delle navi della Guardia costiere italiane, se i migranti potessero essere trasbordati su un’altra nave con le caratteristiche tecniche e le risorse per la traversata di tre giorni. Intanto la Francia ha fatto sapere di essere disposta ad accogliere 40 dei migranti che sono a bordo.

“Fateli scendere”

I 27 minori non accompagnati, tutti tra i 16 e i 17 anni eccetto otto risultati poi maggiorenni, oggi l’asceranno l’isola di Lampedusa per approdati Sicilia. Destinazione Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, dove verranno trasferiti nei centri di accoglienza per minori. Il gruppetto dei più grandi sarà ospite di altre strutture. Fa sentire la sua voce anche l’attuale medico del Poliambulatorio di Lampedusa, Francesco Cascio, intervistato dall’agenzia giornalistica AdnKronos. Anche lui chiede si metta fine a questa storia: “Ormai la vicenda è diventata una telenovela imbarazzante. Spero che facciano scendere al più presto i 107 migranti a bordo. Dopo tutti questi giorni è ovvio che la loro situazione psicologica si terribile. Saranno stanchi, depressi e esausti”. Dal punto di vista medico la situazione a bordo della Open Arms non desta preoccupazioni: “Al momento non mi risulta ci sia un’emergenza sanitaria sulla nave”.

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