Arrestato il boss Maniero per maltrattatamenti contro la compagna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:03

Un codice rosso ha incastrato Felice Maniero, il fondatore della mafia in Veneto che, dagli anni Settanta, strinse l'Italia nord-orientale nella morsa della criminalità per oltre vent'anni. Secondo il nuovo disegno di legge varato dalla Camera, che tutela le vittime di violenza domestica e di genere – noto come Codice rosso, appunto – Maniero è finito dietro le sbarre con l'accusa di maltrattamenti alla sua compagna. Il Giornale di Brescia riferisce che l'arresto è scattato ieri dopo la denuncia della donna e che il boss ora si trova in carcere a Bergamo.

“Faccia d'angelo”

Nato nel dopoguerra in un Veneto in miseria, invece che scegliere di migrare in Sud America, come fecero molti dei suoi corregionali, Maniero scelse di intraprendere la “strada della criminalità“: era ancora un dodicenne  quando compì il primo furto. Con le rapine, arriva la ricchezza e una vita agiata da ostentare: “La prima cosa che valutavo era il piano di fuga, se non c'era possibilità di un piano di fuga, non veniva fatto niente” aveva dichiarato a Repubblica, sottolineando il carattere meticoloso delle azioni criminali. La scalata di Maniero nel mondo criminale è alimentata dalla sua fama di uomo che si fa beffe delle forze dell'Ordine, anche attraverso fughe rocambolesche: il 23 febbraio del '79 ruba i gioielli della Madonna Nicopeia nella Basilica di San Marco, a Venezia, solo per farsi ridurre la sorveglianza, divenuta per lui asfissiante. Anni dopo la sua cattura, sceglie di diventare collaboratore di giustizia: in un video pubblicato a luglio scorso, l'ex boss ha dichiarato la sua nuova attività “ambientalista”, volta a ridurre la presenza di plastica.

Lo sconto di pena e il codice rosso

Per la sua collaborazione con la giustizia, ottiene il cumulo delle pene. La denuncia della sua compagna relativa ad alcuni reiterati maltrattamenti fra le mura domestiche, non gioca però a suo favore. Questa volta il boss della mala del Brenta ritorna, senza possibilità di evasione, dietro le sbarre.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.