Strage infinita in Afghanistan: +47% di vittime civili in un anno

I talebani controllano più della metà dei distretti. Appello delle Nazioni Unite: "Fermare la violenza". Un'escalation di orrori che aumenta ogni semestre. Il bilancio più grave dal 2009

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Afghanistan
L'esercito afghano porta in salvo i neonati dopo l'attacco terroristico in un ospedale

L’Onu denuncia l’ecatombe senza fine in Afghanistan. Nel martoriato paese asiatico +47% di vittime civili. Di qui l’appello della Nazioni Unite a “fermare la violenza”. Dal primo maggio al 30 giugno 783 morti e 1.609 feriti. “Fino a quando il popolo afghano dovrà sopportare questa disumana violenza?”, ha chiesto papa Francesco. Attentati nei grandi alberghi di Kabul. Bombe nei mercati. Un’interminabile elenco di stragi. Su tutto il territorio nazionale. Il Pontefice prega affinché “Dio doni pace all’Afghanistan“.

Afghanistan
Attentato terroristico a Ghazni, in Afghanistan

Conflitto in Afghanistan

Aumentano, dunque, del 47% le vittime civili del conflitto in Afghanistan. A denunciarlo è la Missione delle Nazioni Unite (Unama). Nell’ultimo rapporto che riguarda il primo semestre dell’anno. In riferimento allo stesso periodo del 2020. Secondo Unama, tra gennaio e giugno 1.659 civili sono rimasti uccisi. E 3.524 feriti nel Paese devastato da una guerra infinita. Particolare preoccupazione desta l’aumento delle vittime civili nei mesi di maggio. Quando è cominciato il ritiro delle forze della coalizione. E a giugno.Afghanistan

Bilancio tragico

Stando al rapporto, 783 civili sono rimasti uccisi e 1.609 feriti solo in questi due mesi. Il bilancio più grave dal 2009, quando Unama ha iniziato a documentare le vittime civili. Senza una “significativa de-escalation della violenza” si rischia, secondo Unama, un drammatico primato. E cioè che il 2021 sia l’anno con il maggior numero di vittime civili. Mentre non sembrano registrarsi progressi ai colloqui di pace intra-afghani. Iniziati lo scorso anno a Doha, in Qatar.Afghanistan

L’avanzata dei Talebani

Uno studio condotto nei giorni scorsi dai corrispondenti dell’agenzia Dpa fotografano una situazione sconcertante. I talebani controllano più della metà dei distretti dell’Afghanistan. I talebani si sono impossessati di gran parte dell’Afghanistan rurale. In concomitanza con il ritiro definitivo delle forze Usa e Nato dal Paese. Ormai quasi completo. Le forze afghane hanno finora offerto poca resistenza. Controllano essenzialmente solo i capoluoghi di provincia. E le strade principali. Il governo afghano è sempre più messo a dura prova. I talebani stanno cercando di “rendere inevitabile la loro vittoria“. Come sottolineato dal generale Kenneth McKenzie. Capo del Comando centrale dell’esercito americano.

Attacchi aerei

Gli Stati Uniti continueranno i loro attacchi aerei. A sostegno delle forze armate afghane. Mentre i talebani proseguono l’offensiva che, dallo scorso maggio, ha strappato alle autorità di Kabul sempre più territorio. Precisa McKenzie che gli Usa hanno intensificato i loro attacchi aerei. E sono pronti a proseguire l’azione militare se i talebani continueranno nella loro offensiva.

Centcom

Il generale McKenzie guida le operazioni militari in Afghanistan dal 12 luglio. Ossia dal termine del mandato del generale Austin Scott Miller. In qualità di capo di Centcom sovrintende alle attività militari statunitensi. In 20 paesi del Medio Oriente e dell’Asia centrale e meridionale. L’avanzata fulminea dei talebani fa temere che riprendano il potere. Due decenni dopo essere stati cacciati da una coalizione internazionale. Guidata dagli Stati Uniti. In seguito al loro rifiuto di consegnare il leader di Al-Qaeda, Osama bin Laden. Dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.

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