Ninive di nuovo sotto attacco: migliaia di cristiani iracheni in fuga

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:24

Nuove violenze contro i cristiani iracheni appena rientrati nelle loro case nella Piana di Ninive.

Colpi di mortaio

A Telkaif, cittadina situata sulla Piana da poco liberata dall'Isis, i cittadini hanno abbandonato in fretta e furia le proprie abitazioni per trasferiti nei villaggi vicini a causa delle imminenti operazioni militari tra le truppe dell'esercito iracheno e le milizie curde Peshmerga che fanno capo al governo della Regione autonoma del Kurdistan iracheno. Lo riporta l'Agenzia Fides citando il sito di notizie Ankawa.com.

Lo scorso martedì alcuni colpi di mortaio hanno colpito il centro abitato di Telkaif e la vicina cittadina di Baqofah provocando, secondo fonti locali, la morte di due persone e la fuga disordinata della popolazione, già duramente provata dalla conquista dello Stato Islamico nella Regione.

L'Isis

La Piana di Ninive fu infatti testimone di un esodo di massa nell'agosto 2014, quando più di 100mila cristiani furono costretti ad abbandonare i villaggi – che da tempo immemore rappresentavano i capisaldi storici delle comunità autoctone nello spazio dell’antica Mesopotamia – a causa delle milizie dell’autoproclamato Califfato che avevano travolto la resistenza dei Peshmerga curdi. In quell'occasione, tanti fuggirono verso Erbil e Kirkuk (città curde irachene) portandosi dietro meno dello stretto necessario. Nei mesi scorsi, dopo la liberazione, il lento rientro a casa e alla normalità.

Kurdistan indipendente

Almeno fino al referendum indipendentista, svoltosi lo scorso 25 settembre per sancire la secessione di fatto della regione del Kurdistan dall'Iraq. Fra le “aree contese” tra il governo di Baghdad e le forze indipendentiste, oltre alla regione petrolifera di Kirkuk, figura infatti anche la Piana di Ninive, i cui cittadini si trovano stretti tra “due fuochi”.

Congelato il referendum

Intanto il governo della Regione autonoma del Kurdistan iracheno ha diffuso una nota in cui si dice disponibile a “congelare” i risultati del referendum indipendentista e ha auspicato il “cessate il fuoco immediato”, dopo gli scontri armati registrati nei giorni scorsi tra esercito iracheno e Peshmerga curdi nella regione di Kirkuk. Il governo sta così cercando di aprire dei canali di dialogo con Baghdad, finora risultati infruttuosi.

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