Libia, l'appello del Papa: “Dopo Berlino cessi la violenza”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:02

Si gioca il futuro di un Paese a Berlino, dove le Nazioni si radunano per raggiungere un accordo che possa garantire la tregua in Libia e, soprattutto, la ripresa del confronto politico che vada a definire una situazione stabile per un regione martoriata da un'escalation militare fra le due principali fazioni in lotta. Ed è alla Libia che va il pensiero di Papa Francesco, che rivolge una preghiera per “un vertice così importante”, auspicando che “sia l’avvio di un cammino verso la cessazione delle violenze e una soluzione negoziata che conduca alla pace e alla tanto desiderata stabilità del Paese”. Un appello che arriva alla fine di una riflessione incentrata sul brano evangelico che parla della manifestazione di Gesù dopo il battesimo nel Giordano: “Egli fu consacrato dallo Spirito Santo che si posò su di Lui e venne proclamato Figlio di Dio dalla voce del Padre celeste”.

La testimonianza di Giovanni

Un episodio narrato attraverso la testimonianza del Battista che “non può trattenere l’impellente desiderio di rendere testimonianza a Gesù e dichiara: 'Io ho visto e ho testimoniato'. Giovanni ha visto qualcosa di sconvolgente, cioè il Figlio amato di Dio solidale con i peccatori; e lo Spirito Santo gli ha fatto comprendere la novità inaudita, un vero ribaltamento. Infatti, mentre in tutte le religioni è l’uomo che offre e sacrifica qualcosa a Dio, nell’evento Gesù è Dio che offre il proprio Figlio per la salvezza dell’umanità. Giovanni manifesta il suo stupore e il suo consenso a questa novità portata da Gesù, mediante un’espressione pregnante che noi ripetiamo ogni volta nella Messa: 'Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!'“.

Contemplare con gli occhie e col cuore

Una testimonianza, quella di Giovanni Battista, che “ci invita a ripartire sempre di nuovo nel nostro cammino di fede: ripartire da Gesù Cristo, Agnello pieno di misericordia che il Padre ha dato per noi”. Un invito a “lasciarci nuovamente sorprendere dalla scelta di Dio di stare dalla nostra parte, di farsi solidale con noi peccatori, e di salvare il mondo dal male facendosene carico totalmente”. L'appello è a imparare da Giovanni Battista “a non presumere di conoscere già Gesù, di sapere già tutto di Lui. Non è così. Fermiamoci sul Vangelo, magari anche contemplando un’icona di Cristo, un 'Volto santo'. Contempliamo con gli occhi e più ancora col cuore; e lasciamoci istruire dallo Spirito Santo, che dentro ci dice: È Lui! È il Figlio di Dio fattosi agnello, immolato per amore. Lui, Lui solo ha portato, Lui solo ha sofferto, ha espiato il peccato di ognuno di noi, il peccato del mondo, e anche i miei peccati. Tutti. Li ha portati tutti su di sé e li ha tolti da noi, perché noi fossimo finalmente liberi, non più schiavi del male. Sì, ancora poveri peccatori siamo, ma non schiavi, no, non schiavi: figli, figli di Dio”.

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